Tassa sull’ombra: ultima frontiera della pressione fiscale

Vecchi e nuovi balzelli a carico dei commercianti. Una sola esigenza di comuni e stato: fare cassa sulle spalle del lavoro dei cittadini che producono. Ecco come l'entità di "Stato" si allontana sempre di più dalle esigenze della comunità, creando un solco invalicabile

10 febbraio 2012 , ore 10:52 - 27 Commenti

“Arriveranno a tassarci anche l’aria che respiriamo”, ha affermato un commerciante di Cagliari dopo essersi visto recapitare la nuova tassa sull’ombra. 

Ai commercianti di Cagliari è stato infatti richiesto dall’Aipa, l’agenzia di riscossione di alcune imposte comunali, un tributo per l’ombra proiettata sul marciapiede dalle insegne dei negozi. Qualcuno aprendo la lettera ha sorriso pensando ad uno scherzo, ma non era così.

 

Non si tratta di una novità. In realtà la tassa sull’ombra è stata istituita per decreto nel lontano 1997 (insieme ad altre tasse, ad esempio quella sui passi carrabili) anche se viene applicata in pochissimi comuni italiani. Il presidente della Confesercenti Roberto Bolognese ha raccolto negli ultimi giorni le lamentele di molti negozianti, indignati per questo tributo dal retrogusto borbonico. Infastidisce l’accanimento sui piccoli commercianti, soprattutto in un periodo economico così delicato e difficile.

Non si tratta di un importo alto (per un’insegna di medie dimensioni la tassa è di circa 100 euro l’anno e si scende in maniera proporzionale per insegne più piccole) ma a suscitare la reazione è una questione di principio. I negozianti si chiedono quale sia il servizio pubblico offerto che giustifica il tributo. Soprattutto considerando che l’apposizione di una insegna luminosa o di una tenda parasole, comporta già il pagamento del tributo per pubblicità. In pratica è un’estensione della Tosap, o tassa di occupazione del suolo pubblico (quella che i ristoratori pagano per mettere sul marciapiede sedie, tavolini e ombrelloni). Nel caso dell’ombra anche pochi centimetri rilevano tanto che la tassa viene applicata anche nel caso di una bacheca che sporge leggermente dalla parete proiettando ombra.

 

TASSA SULL’OMBRA: EFFETTO RETROATTIVO E SOLITO SCARICABARILE POLITICHESE 

A ciò si aggiunga che sono state fatte richieste di pagamento retroattive, per gli anni 2010 e 2011 (e verosimilmente arriveranno anche le richieste per il 2012).

 A Cagliari il Comune ha scaricato le proprie responsabilità sul Parlamento, unico in grado di abolire la tassa. Verissimo. Ma il Comune ha la facoltà di non applicarla quantomeno, se non ne riconosce la razionalità o l’opportunità. 

 
 
avatar Alessandra De Angelis

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27 Commenti

  • # 1
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    siamo arrivati!!!! ma che schifo!

  • # 2
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    Ma come si fa a dire che un comune può non applicare una legge nazionale?! Sarebbe un danno erariale ed anzi andrebbero sanzionati i comuni inadempienti!

  • # 3
    avatar

    Siamo all’ammazzacaffè, non alla frutta…
    Comunque sarebbe piùcorretto dire tassa di sapore sabaudo più che borbonico…

  • # 4
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    a pescara già la paghiamo da anni……

  • # 5
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    davvero qui si cade molto in basso!!

  • # 6
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    il Regno delle Due Sicilie era lo stato preunitario che vantava la pressione fiscale piu bassa fatta di poche e semplici tasse che tutti pagavano… pregasi informarsi e sciacquarsi la bocca prima di parlare dei Borboni di Napoli

  • # 7
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    In Emilia Romagna si paga e per una tenda sopra la vetrina di un’attività e incredibile viene denominata: OCCUPAZIONE DEL SUOLO PUBBLICO!!!!

  • # 8
    avatar

    Puntate un faretto sull’ombra così sparisce e non pagate la tassa :mrgreen:

  • # 9
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    Un giorno, il famoso oratore greco Demostene, stava trattando in tribunale la causa di un giovane
    che ingiustamente era stato accusato di furto. A motivo forse del troppo caldo, i vari giudici erano
    poco attenti alle sue parole, tanto che vi erano alcuni che dormicchiavano e altri sbadigliavano
    ripetutamente. Così Demostene cambiò il tono della voce e disse: «Una volta, un giovane,
    volendo recarsi da Atene a Megera, prese a nolo un asino con il suo conducente. Durante il
    viaggio, siccome il sole era veramente insopportabile come oggi e non si trovava ombra da
    nessuna parte, il giovane fece fermare l’asino e si sedette comodamente alla sua ombra. Il padrone
    dell’asino protestò subito dicendo: «Mi dispiace, se lei vuole godere dell’ombra del mio asino
    deve pagare qualcosa come supplemento del servizio». «Come? – ribatté subito il giovane – Non
    le ho forse già pagato profumatamente il suo servizio prima di partire?». «Per l’asino sì, – ribatté il
    proprietario – ma non per la sua ombra!». «Ah, ah, questo non l’avevo mai sentito – rispose il
    giovane -. E allora?». «E allora, caro mio, se vuoi usufruire dell’ombra del mio asino la devi
    pagare!». «E io, invece, ti dico che non ti pago proprio un bel niente!». «E io porto via il mio
    asino». Insomma, per poco i due non vennero alle mani. Alla fine, decisero di ritornare ad Atene e
    di rivolgersi al tribunale». A questo punto Demostene interruppe il suo racconto e finse di
    andarsene. I giudici che intanto si erano svegliati e avevano seguito con grande attenzione il
    racconto, lo fermarono e gli chiesero: «Perché non ci dici come andò a finire?». E allora,
    Demostene replicò, dicendo: «Ma come! Vi importa forse di più ascoltare la favola sull’ombra
    dell’asino che la causa di un giovane innocente?». I giudici capirono la lezione e ascoltarono con
    attenzione la difesa di Demostene in favore del giovane accusato, che poi venne assolto. Dopo il
    processo, però, vollero tutti sapere la fine della storia sull’ombra dell’asino, storia che Demostene
    concluse dicendo: «Mi dispiace, purtroppo la fine della storia non è arrivata fino a noi».
    Che peccato! Mi ero incuriosito anch’io a questa vicenda. Chi aveva ragione? Il giovane o
    l’asinaio? Non lo sapremo mai.

  • # 10
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    Questa mi è piaciuta!!

  • # 11
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    RISPOSTA PER DAVIDE
    Davide
    20 febbraio 2012, ore 21:04:38

    Ma come si fa a dire che un comune può non applicare una legge nazionale?! Sarebbe un danno erariale ed anzi andrebbero sanzionati i comuni inadempienti!

    IMPARA LE NORMATIVE E POI PARLA.
    MA CHE DANNO ERARIALE I DANNI CE L’HAI NELLA TESTA!!!

  • # 12
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    io proporrei di fare pagare una tassa anche per chi parla perchè ha la lingua in bocca…quanto ai muti, la pegheranno doppia perchè, non parlando, causerebbero un danno erariale

  • # 13
    avatar

    Qualcuno a detto che siamo arrivati alla frutta,ma non e cosi,siamo a digiuno completo.
    Ma la cosa positiva è che stando a digiuno non si va piu in bagno,perche la prossima proposta di legge sarà di inserire una bilancia nella tazza del gabinetto.

  • # 14
    avatar

    Ma vai in mona!!!

  • # 15
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    Io non capisco l’ultima cazata del governo,diciamo di monti che e meglio,l’Italia rispetto a tre mesi fa sta migliorando.
    Si si…. a ragione,di sicuro presto diminuisce l’inquinamento perche nessuno si muove più di casa con la benzina a € 1.80/00,o mangi o fai il pieno.
    In vece di dire puttanate monti farebbe meglio a spigare!anzi,a mandare controlli a confini che il carburante la stano vendendo a poco più di 1€.
    A….l’ora e vero a ragione bossi quando dice che ci sono 2 Italia.
    Ma noi purtroppo siamo quelli che la prendiamo più in culo.
    Ma,possiamo comunque dire che non ci piace.

  • # 16
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    Perche la pensi deversamente,tu?

  • # 17
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    Giusto!!!

  • # 18
    avatar

    E’ ora di usare i milioni di armi da fuoco in possesso di noi cittadini.

  • # 19
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    scusa su quali fantomatici confini il carburante viene venduto a poco più di 1euro?

  • # 20
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    Hai ragione…….anche noi vorremo sapere come va a finire!!!

  • # 21
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    DAVIDE SEI UN CAZZONE CHE DICE MINCHIATE

  • # 22
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    Rosario, purtroppo questo è il frutto di una informazione/propaganda che ha portato una nazione intera all’ignoranza più oscura.E oggi si raccolgono i frutti, con due colpi di stato (quello europeo e questo italiano) passati senza neanche un grido.Ciò che i Piemontesi hanno fatto al Sud 150anni fa, banchieri la Germainia lo hanno fatto ora in italia. Il Sud è stata fino ad ora una colonia del nord italia e ora nord e sud diveentano colonia di germania e multinazionali

  • # 23
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    @Daniela: se la tassa sull’ombra serve per fare cassa per il comune, ovvio che può non applicarla. Se la tassa è nazionale e deve andare alle casse statali allora il comune deve applicarla.
    In ogni caso non capisco tutto questo accanimento. è il surplus di Stato che ci ha portato qua, non vedo come ci possano essere ancora persone che chiedono a gran voce ancora più Stato! Le accise sul carburante una volta pagata la guerra in Libia hanno forse migliorato i servizi offerti ai cittadini? O hanno ingozzato sempre i soliti noti e i loro amici? Monti ci sta portando a fare la fine della Grecia che se avesse dichiarato bancarotta 3 anni fa si sarebbe salvata, mentre ora grazie alle “ricette” europee per il salvataggio(della Germania e della Francia) è alla guerra civile. Dovremmo prendere esempio invece dalla Spagna in cui la riduzione del carico fiscale sulle imprese e le aziende e sul personale dipendente promette un serio rilancio dell’economia. Altro che tassa sull’ombra e cazzate! Quando avranno chiuso tutti i commercianti e rimarrà aperto solo il centro commerciale di turno, voglio vedere chi pagherà le loro preziose tasse!

  • # 24
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    Errata Corrige: @ Davide, non @Daniela

  • # 25
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    A questo punto sarebbe logico la si pagasse anche sull’ombra di ombrelloni , ombrellini e tende parasole ? :-)

  • # 26
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    ahahah siiii anche in spiaggia al mare, vi immaginate di dover pagare l’ombra ?
    ombrellini ? haahahah stan diventando veramente ridicoli i ns politicanti e chi fa le tasse.

  • # 27
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    A meno che il GPL non venga considerato come carburante, io quello lo pago ancora a meno di un euro, mi pare sia a 870 eurocents al litro

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