L’oro ha oltrepassato ieri non soltanto la soglia dei 5.000 dollari l’oncia per la prima volta nella sua storia. Complice la debolezza del cambio americano, ha superato anche i 5.100 dollari. Un boom spettacolare, che porta il bilancio dal 22 agosto scorso ad oltre +50%. In quella data, il governatore della Federal Reserve, Jerome Powell, prospettò il taglio dei tassi di interesse. Viene da chiedersi se non abbiamo perso l’occasione della vita per investire nel metallo giallo e vivere di rendita finanziaria. La risposta non è così scontata come pensiamo.
Rendita finanziaria possibile con l’oro?
L’oro è un bene d’investimento da millenni, ma sbaglia chi lo considera un asset per monetizzare i guadagni entro pochi mesi o anche solo qualche anno.
Bisogna guardare ad esso con una prospettiva di lungo, se non lunghissimo periodo. E’ quello che in gergo si definisce una strategia “invest and forget”: investi e dimenticatelo. Concentrandoci solamente dalla fine degli anni Novanta e guardando ai prezzi in euro, scopriamo che il metallo è stato praticamente piatto fino al 2005. Dopodiché iniziava un trend rialzista, che sarebbe culminato sopra i 1.920 dollari l’oncia (circa 1.400 euro) nel settembre del 2011. Dovemmo attendere fino al 2020 per tornare a quei livelli. Chi avesse disinvestito prima, avrebbe riportato una perdita secca, oltre che in termini reali.

Addirittura, dall’apice dei 680 dollari per oncia del 1980, le quotazioni internazionali si sarebbero riportate a quel livello solamente nel 2007. Ci fu un lungo periodo fino ai primi anni Duemila, in cui l’oro venne considerato un asset del passato, quasi confermando l’opinione keynesiana degli anni Trenta del Novecento per cui fosse un “relitto barbaro”. La storia sarebbe cambiata per quell’incidente chiamato “crisi dei mutui subprime” e avvenuto nel 2008 con il crac di Lehman Brothers.
Il mondo non sarebbe più stato lo stesso.
Esempio di investimento a lungo termine
Questa lunga premessa è servita per capire che l’oro non è sempre stato un investimento redditizio a breve, medio e persino a lungo termine. Ma sarebbe stato possibile investirvi per vivere di rendita finanziaria? Dipende, com’è ovvio, dal timing e da altre condizioni forti. Se avessimo investito una somma di denaro 25 anni fa, quando l’oro si comprava per meno di 290 euro l’oncia o 9 euro al grammo, oggi avremmo un capitale per quasi 15 volte più grande. Di 100.000 euro riscuoteremmo 1.490.000 euro con la rivendita. A questo punto, ci basterebbe comprare un BTp a 30 anni per spuntare un rendimento annuale netto intorno al 3,75%. Incasseremmo ogni anno quasi 56.000 euro. Ecco la nostra ipotetica rendita finanziaria, che ci consentirebbe di più che vivere bene per i successivi decenni.
Ci sarebbe bastato, andando a ritroso, investire nell’oro 50.000 euro per incassare una rendita annuale di 28.000 euro. Ma siamo tutti bravi a scegliere l’asset giusto a posteriori. E’ molto probabile che in questi 25 anni ci saremmo lamentati di non avere mai incassato alcunché, mentre le obbligazioni avrebbero staccato cedole certe e periodiche. Insomma, saremmo rimasti a bocca asciutta nella speranza di venire ricompensati molto più in là nel tempo. E nessuno ci avrebbe garantito che, all’atto del disinvestimento, avremmo potuto reimpiegare la liquidità in un qualche altro asset a basso rischio e sufficientemente remunerativo.
Argento ancora più redditizio
A dirla tutta, avremmo ottenuto una rendita finanziaria più sostanziosa puntando sull’argento o, in alternativa, avremmo potuto vincolare una minore somma di denaro per ottenere la stessa rendita. Infatti, negli ultimi 25 anni il metallo grigio ha moltiplicato il suo prezzo per 18,6 volte. Dei 100.000 euro investiti, oggi avremmo 1.860.000 euro per una rendita vitalizia di quasi 70.000 euro, sempre immaginando un reimpiego nei titoli di stato trentennali. O avremmo potuto investire al tempo solamente appena 43.000 euro per una rendita annuale da quest’anno di 30.000 euro. In tutto questo discorso ci manca ancora un tassello: prima di investire, bisogna mettere da parte sufficiente denaro. Chi immagina di vivere di rendita senza dover lavorare, compie un errore concettuale banale e tipico di colui che punta più sui gratta e vinci che non sui mercati finanziari con la logica dell’investitore.

giuseppe.timpone@investireoggi.it