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Vivere di pensione in Italia: 1.200 euro, una famiglia da sostenere e risparmi che finiscono

Con 1.200 euro al mese e un figlio senza lavoro, vivere di pensione in Italia è diventato una sfida quotidiana. La testimonianza di un pensionato comune
17 Febbraio 2026
pensione
Foto © Investireoggi

Francesco ha 68 anni, vive a Pescara e ogni mese riceve 1.200 euro di pensione. È sposato, la moglie non lavora e non ha una pensione. Il figlio maggiore, 30 anni, nel 2025 ha perso il lavoro, è tornato a casa e ha terminato la NASPI. Il più giovane, 26 anni, lavora, è sposato e vive per conto suo. In questa testimonianza racconta cosa significa oggi vivere di pensione in Italia in una famiglia che si regge su un solo assegno mensile.

Vivere di pensione in Italia: “Con 1.200 euro non si respira”

Francesco, cosa significa vivere di pensione in Italia con 1.200 euro al mese?

Significa fare conti tutti i giorni.

Non solo a fine mese, ma ogni volta che si esce a fare la spesa o arriva una bolletta. Sulla carta 1.200 euro sembrano una cifra normale, ma quando in casa siamo in tre adulti, diventano pochi.

Qual è la prima spesa che la preoccupa?

Le bollette. Luce e gas sono aumentate tanto negli ultimi anni. In inverno il riscaldamento pesa, in estate il ventilatore o il condizionatore non si possono evitare. Anche l’acqua e la tassa sui rifiuti sono salite. Ogni mese è un’incognita.

E la spesa alimentare?

Anche lì si sente tutto. Prima con una certa cifra si riempiva il carrello, oggi si scelgono solo le cose essenziali. Carne e pesce meno di prima, si guarda sempre il prezzo al chilo. Mia moglie è attenta alle offerte, ma alla fine il totale è sempre alto.

Francesco spiega che il vero problema non è solo l’importo, ma l’assenza di margine. Non c’è spazio per l’imprevisto. Basta una spesa extra e il mese si complica.

Per questo dico che vivere di pensione in Italia, nelle mie condizioni, è come camminare su un filo.

Il figlio senza lavoro e il peso delle responsabilità

Quanto incide la presenza di suo figlio a casa?

Incide tanto. Non è una colpa, sia chiaro. Ha perso il lavoro nel 2025 e da allora non è riuscito a trovare qualcosa di stabile. La NASPI è finita e adesso fa qualche lavoretto saltuario. Ma non è uno stipendio fisso.

Cosa cambia nella vita quotidiana?

Cambiano i consumi. Una persona in più significa più luce, più acqua, più cibo. E poi c’è il lato umano: un padre non vuole far pesare nulla al figlio. Però la preoccupazione c’è. Quando si parla di vivere di pensione in Italia, bisogna considerare anche queste situazioni familiari.

Francesco racconta che il figlio più giovane, quello sposato, ogni tanto dà una mano. Aiuta quando può, ma ha la sua famiglia. Non si può chiedere troppo. È giusto che pensi alla sua vita.

Sanità e attese infinite: “O paghi o aspetti mesi”

Un altro tema delicato è la salute. Come affronta le spese mediche?

Con difficoltà. Per una visita specialistica nel pubblico si aspettano mesi. A volte anche più di sei. Se c’è un problema urgente, si deve andare dal privato. E lì si paga (e non poco).

Le è capitato di rimandare una visita per motivi economici?

Sì, è capitato.

Non è una scelta serena, ma quando si deve decidere tra una bolletta e una visita, si riflette. Questo è uno degli aspetti più pesanti del vivere di pensione in Italia: non sapere se si potrà curarsi quando serve.

Francesco parla anche dei farmaci e delle analisi. Non tutto è gratuito. Ci sono ticket, esami particolari, cure dentistiche. Sono spese che arrivano all’improvviso e mettono in crisi l’equilibrio del mese.

I bonus e le agevolazioni aiutano?

Aiutano, ma non risolvono. Ci sono sconti, contributi (ad esempio il c.d. bonus luce e gas), ma spesso sono piccoli importi o richiedono requisiti precisi. Alla fine coprono una parte, non il problema intero. E vivere di pensione in Italia resta difficile.

Risparmi e casa di proprietà: anni di sacrifi

Avete dei risparmi su cui contare?

Qualcosa sì, ma sono risparmi messi da parte in tanti anni di lavoro. Non sono cifre importanti. Ogni tanto siamo costretti ad attingere, soprattutto quando arriva una spesa imprevista: un guasto in casa, una visita medica privata, una bolletta particolarmente alta; un guasto all’auto. Però vedere il conto che scende fa paura. Quei soldi dovrebbero servire per le emergenze vere, non per coprire le spese ordinarie.

La casa è in affitto?

No, ed è una fortuna. La casa è di proprietà. L’abbiamo comprata tanti anni fa con sacrifici enormi, facendo mutui e rinunce. Oggi almeno non paghiamo l’affitto. Se dovessimo sostenere anche quella spesa, con 1.200 euro al mese sarebbe impossibile.

Francesco però precisa che avere una casa di proprietà non significa non avere costi. Ci sono le manutenzioni, le tasse, eventuali lavori. Il tetto da sistemare, la caldaia da cambiare. Anche lì, quando succede qualcosa, si va a prendere dai risparmi.

Amici e parenti nella stessa situazione: “Ne parliamo tra di noi”

Conosce altre famiglie che si trovano in condizioni simili?

Sì, purtroppo sì. Tra amici e parenti molti sono nella stessa situazione. Pensioni intorno ai mille, millecento euro, figli che fanno fatica a trovare un lavoro stabile, spese che aumentano.

Di cosa parlate quando vi incontrate?

Si parla sempre di soldi, anche se nessuno lo dice apertamente.

Si confrontano le bollette, si commentano i prezzi al supermercato, si raccontano le attese per una visita medica. Qualcuno dice di aver rinunciato al dentista, qualcun altro ha dovuto aiutare un figlio separato con un nipote piccolo.

Francesco racconta che spesso il confronto è fatto di piccoli consigli pratici. Ci si scambia informazioni sui bonus, su qualche agevolazione comunale, su dove fare la spesa risparmiando qualche euro. Ma alla fine il problema è comune: vivere di pensione in Italia sta diventando complicato per tante famiglie normali, non solo per chi ha situazioni estreme.

Vivere di pensione in Italia e il pensiero di andare via

Ha mai pensato di lasciare l’Italia?

Francesco resta in silenzio per qualche secondo. Sì, il pensiero c’è stato. Non per mancanza d’amore verso il Paese, ma per cercare una vita più tranquilla.

Dove andrebbe?

Forse in Portogallo. Ne sento parlare spesso come di un posto dove il costo della vita è più gestibile e il clima è mite. Sarebbe una scelta per vivere con più serenità, non per diventare ricchi.

Cosa desidera davvero per il futuro?

Alla mia età? Non sono giovane me nemmeno mi sento anziano. Vorrei solo tranquillità. Non lusso, non viaggi. Solo la sicurezza di arrivare a fine mese senza ansia. E magari vedere mio figlio ritrovare un lavoro stabile.

Francesco conclude con una riflessione semplice ma profonda: Vivere di pensione in Italia, oggi, per una famiglia come la mia, non significa godersi la vecchiaia. Significa fare sacrifici continui e sperare che non succeda nulla di imprevisto. La pensione dovrebbe garantire dignità dopo una vita di lavoro. Invece spesso garantisce solo sopravvivenza.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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