Lo hanno ribattezzato decreto bollette, ma il provvedimento approvato in prima lettura alla Camera contiene molto più di semplici bonus energetici. Il testo ha ottenuto il via libera grazie al voto di fiducia, senza particolari ostacoli parlamentari, e ora passa all’esame del Senato, con approvazione definitiva prevista entro fine aprile.
Si tratta di un decreto molto atteso, anche alla luce della crisi energetica internazionale, aggravata dai recenti scenari geopolitici, tra cui la guerra in Iran.
Via libera al nuovo decreto bollette, cosa cambia adesso?
Tra le misure più discusse c’è quella relativa al carbone. Il Piano Nazionale Energia e Clima prevedeva lo stop entro il 31 dicembre 2025, ma il decreto introduce una deroga importante:
in caso di emergenza, sarà possibile continuare a utilizzare il carbone fino al 2038.
Una scelta che segna un evidente compromesso tra esigenze ambientali e sicurezza energetica, destinata a far discutere.
Bonus bollette nel nuovo decreto? Ecco di cosa si tratta
Sul fronte più vicino ai cittadini, il decreto prevede un rafforzamento degli aiuti economici.
Per i già beneficiari del bonus sociale elettrico, arriva un contributo aggiuntivo di 115 euro.
Inoltre, vengono coinvolti anche i fornitori di energia: è previsto un meccanismo che consente alle compagnie di riconoscere sconti in bolletta anche a chi non percepisce il bonus sociale, ma ha un ISEE fino a 25.000 euro.
Si tratta di un intervento che amplia la platea dei beneficiari, cercando di alleggerire il peso delle bollette per una fascia più ampia di famiglie.
Altre novità dentro il pacchetto di misure
Il decreto introduce anche ulteriori interventi:
- per i titolari di bonus elettrico, viene estesa la compensazione anche alle spese di teleriscaldamento;
- sono previste misure per ridurre i costi energetici delle utenze non domestiche;
- si rafforza il sostegno agli impianti fotovoltaici oltre i 20 kW.
In particolare, per i beneficiari del Conto Energia, è prevista una nuova opzione:
ridurre i premi tariffari tra il 2026 e il 2027 (del 15% o 30%) in cambio di un’estensione della convenzione di 3 o 6 mesi.
Nel complesso, il decreto si muove su più fronti: da un lato sostegno immediato alle famiglie, dall’altro interventi strutturali per contenere i costi energetici e garantire maggiore stabilità al sistema.