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Oggi: 04 Giu, 2026

Il triangolo Unicredit–Generali–MPS: la mappa nascosta del potere finanziario

Unicredit si è presentata all'assemblea di Generali con una partecipazione salita all'8,72% del capitale e che prospetta novità interessanti.
24 Aprile 2026
Unicredit sale in Generali
Unicredit sale in Generali © Investireoggi.it

C’era una volta il triangolo industriale Milano-Torino-Genova. In tempi di finanziarizzazione dell’economia, dobbiamo guardare ad un altro triangolo che si sta creando lungo l’asse Siena-Milano-Triestre. Ai vertici troviamo Monte Paschi, Unicredit e Generali. Ieri, la banca milanese con sede a Piazza Gae Aulenti si è presentata all’assemblea di Generali con una partecipazione dell’8,72%, significativamente superiore al 6,68% fino a quel momento comunicato al mercato. Significa che Andrea Orcel ha ordinato acquisti di titoli della compagnia assicurativa nelle ultime settimane. Adesso, si piazza in terza posizione tra i soci dopo MPS (13,19) e Delfin (10%), davanti a Francesco Gaetano Caltagirone (6,26%) e Schema 33 della famiglia Benetton al 4,86%.

Unicredit e Generali: matrimonio in vista?

Tutti insieme questi soci italiani arrivano ad un terzo del capitale complessivo. L’assemblea di ieri era stata convocata per approvare il bilancio di esercizio 2025, chiuso con utili record per 4,3 miliardi di euro. Il Consiglio di Amministrazione ha proposto la distribuzione di un dividendo pari a 1,64 euro per azione per un ammontare totale di 2,48 miliardi, oltre a un buyback azionario di 500 milioni. Il capitale presente (riunione da remoto per le tensioni geopolitiche) è stato del 69,69%.

L’ascesa di Unicredit in Generali non è solo notizia di cronaca finanziaria. Essa riguarda il sistema Italia. Sappiamo che Orcel è impegnato a scalare con un’OPS Commerzbank, sebbene le probabilità di ottenerne il controllo siano nelle mani della (restia) politica tedesca. Da cui il possibile ripiegamento annunciato dallo stesso manager sul mercato italiano a caccia di asset per rafforzare la redditività. Le voci girano da mesi su Siena. Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, detiene il 17,5% del capitale ed è primo socio.

Valuterebbe la cessione, specie se Leonardo Maria, uno dei figli del patron di Luxottica scomparso nel 2022, riuscisse a giorni a farsi vendere le quote dei fratelli Luca e Paola.

Possibile ingresso in Monte Paschi

A quel punto, il rampollo trentenne dismetterebbe la quota in MPS e realizzerebbe così una plusvalenza, ai prezzi di mercato attuali, intorno ai 3,5 miliardi. Unicredit sarebbe l’acquirente e risulterebbe essere anche il co-finanziatore del maxi-prestito da 10 miliardi richiesto da Leonardo per comprare le quote dai fratelli. Orcel si ritroverebbe principale azionista di una banca a capo di Mediobanca e di Generali. Dunque, Unicredit deterrebbe sia direttamente che indirettamente quasi il 22% della compagnia assicurativa, nei fatti prendendone il controllo.

Colosso bancario-assicurativo da 200 miliardi in borsa

Siamo forse alla vigilia della nascita di un colosso bancario-assicurativo italiano dal valore in borsa complessivo di 200 miliardi. Un’operazione che ad Unicredit costerebbe anche meno di 5 miliardi, ma che le consentirebbe di acquisire un potere finanziario enorme dentro e fuori il mercato domestico. Controllare Generali significa avere accesso agli 875 miliardi di asset da questa gestiti, di cui 384 miliardi per conto terzi. Le sinergie possono essere reciprocamente vantaggiose: agli sportelli delle banche si venderebbero polizze. Unicredit aumenterebbe i ricavi dalle commissioni e allenterebbe la dipendenza dal credito. La compagnia riuscirebbe a raggiungere un maggior numero di clienti.

E insieme diverrebbero una grossa realtà anche sul panorama europeo.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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