Report Save the Children, per i giovani la digitalizzazione è un problema

Bambini e trasformazione digitale, un report dice che in Italia siamo in ritardo.

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Interessante report stilato da Save the Children in merito alla digitalizzazione dei nostri giovani. Non sono lusinghieri i dati raccolti dallo studio, e ci dicono che il 29,3% dei ragazzi non sa scaricare file dalla piattaforma della scuola.

Report Save the Children sulla povertà digitale

Si chiama Riscriviamo il Futuro il report di Save the Children stilato per fare un punto della situazione su quanto i nostri giovani sono in grado di affrontare la trasformazione digitale che sta investendo il nostro quotidiano. Nonostante siano appellati come nativi digitali, dallo studio emergono invece dati alquanto imbarazzanti e forse anche un po’ inquietanti e ci fanno capire quando l’educazione digitale nel nostro paese debba ancora compiere passi importanti per mettere i nostri giovani studenti a proprio agio.

Nel 2020, anno preso in esame dal report, più che mai si è assistiti a un massiccio uso di strumenti informatici. Nelle nostre case sono impazzate le DAD (didattica a distanza) per far fronte alla minaccia Covid-19. A quanto pare però le percentuali dimostrano in chiaro impoverimento dell’educazione digitale. Come detto il 29,3% dei ragazzi non sa scaricare i file scolastici dalla piattaforma. Ma vediamo altri numeri esemplificativi: il 32,8% non sa utilizzare un browser per l’attività didattica, e l’11% non è capace di condividere uno schermo durante una chiamata con zoom.

Trasformazione digitale nel report di Save the Children

Dai dati raccolti nello studio del 2020 risulta che c’è stato un impoverimento rispetto al campione del 2005. I minori di 13 anni di oggi, a dispetto del fatto che vengano chiamati nativi digitali, si dimostrano essere molto meno capaci rispetto al passato a districarsi tra i meandri dell’informatica basilare.

Ciò prova che essenzialmente social e videogame non sono motivo di apprendimento, e sappiamo bene che in buona sostanza i cosiddetti nativi digitali si dilettano essenzialmente solo di questi due aspetti.

A questo va ad aggiungersi anche il fatto che la trasformazione digitale ha portato a un massiccio implemento delle tecnologie nel nostro quotidiano, cosa che quindi aumenta il gap della “non-conoscenza” rispetto a qualche anno fa in cui probabilmente bastavano competenze simili per svolgere però più azioni specifiche in materia digitale. Per far fronte a questa inquietante tendenza quindi Save the Children rilancia il progetto Riscriviamo il Futuro, chiedendo la firma del ‘Manifesto’ scritto in collaborazione con i ragazzi del Movimento Giovani Sottosopra e ottenere in tal modo una maggiore attenzione ed educazione dei sistemi informatici applicati alla didattica.

Il report si basa su un campione raccolto di 772 bambini di 13 anni, che frequentano l’ultima classe della scuola secondaria inferiore. Le città prese in esame sono Ancona, Chieti, Mestre, Milano, Napoli, Udine, Palermo, Roma, Torino, Velletri, Sassari.

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