Internet, 25 anni dopo: ecco quello che Tim Berners-Lee proprio non si aspettava dal web

Internet ha compiuto la bellezza si 25 anni e come ogni compleanno giunge il tempo delle domande e delle risposte. Alcune le ha riportate Tim Berners-Lee, l'inventore del World Wide Web, che tra le varie discussioni ha anche confessato che per come viene utilizzato internet c'è una cosa che proprio non si sarebbe mai aspettato.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Internet ha compiuto la bellezza si 25 anni e come ogni compleanno giunge il tempo delle domande e delle risposte. Alcune le ha riportate Tim Berners-Lee, l'inventore del World Wide Web, che tra le varie discussioni ha anche confessato che per come viene utilizzato internet c'è una cosa che proprio non si sarebbe mai aspettato.

Mercoledì 12 marzo 2014 internet ha compiuto la bellezza di 25 anni: un quarto di secolo che per internet non è comparabile a quello vissuto da un umano. Se dovessimo fare le dovute proporzioni, in questo momento internet starebbe cominciando ad andare a scuola. E proprio ieri, in occasione di un forum su Reddit, l’inventore del World Wide Web Tim Berners-Lee è stato invitato a rispondere ad alcune domande, mostrando un delicato umorismo e al contempo una serietà d’altri tempi. Eppure c’è una cosa che da internet Tim Berners-Lee proprio non si aspettava, un elemento per cui internet viene utilizzato più spesso. Cosa? La risposta dopo il salto. 

 

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Alla domanda di un interlocutore che suonava più o meno così: “C’era una cosa che non avrebbe mai pensato fosse stata utilizzata su internet ma che ormai è diventata uno dei motivi principali per cui le persone lo utilizzano?”, l’inventore del World Wide Web ha risposto laconicamente: “Kittens“, ovvero “Gattini“. Ed effettivamente è impossibile dargli torto, viste le numerose foto di piccoli mici teneri che impazzano sui social network e sui blog in generale, senza considerare i video su YouTube, Video e Vine. Una risposta che denuncia una velata ironia, ma che al contempo mette in luce una delle “stranezze” più diffuse su internet negli ultimi 25 anni. 

La discussione poi è virata su altri temi, come la libertà d’espressione e la sorveglianza. Se Berners-Lee si è dichiarato solidale con Edward Snowden (“Bisogna proteggere persone come lui”), allo stesso tempo ha fatto capire come il controllo delle agenzie governative sia fondamentale per combattere la criminalità. 

Tra le curiosità più interessanti, infine, figurano i nomi alternativi al World Wide Web che gli sono passati per la mente prima di trovare quello giusto: tra questi “Mine of Information” e “The Information Mine” (“Miniera d’informazioni, effettivamente troppo didascalico) e “The Mesh“, ovvero la “maglia”, la “rete”, che in fondo (aggiungiamo noi) non era poi così male. 

Preoccupato ed eccitato per il futuro di internet, egli, su richiesta, ha affermato che entro i prossimi 25 anni starà a noi scegliere dove il web andrà a finire. 

Per quanto riguarda il futuro di internet, tuttavia, l’obiettivo finale di Berners-Lee è quello di renderlo universale, estenderlo a quel resto del mondo che ancora non può andare online o non può andarci velocemente, creare, insomma, anche con l’aiuto delle organizzazioni internazionali, un web libero e accessibile a tutti (a proposito, vi consigliamo di recarvi su questo sito).

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Argomenti: Buzz, Internet