Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 03 Giu, 2026

Sulle pensioni i nuovi esodati 2027: uscita spostata di 4 anni come per la riforma Fornero

Possibili nuovi esodati come con la riforma Fornero, ecco le pensioni che slittano anche di 4 anni e i nuovi penalizzati.
3 Giugno 2026
pensioni esodati
Foto © Pixabay

Peggio degli esodati. Se il governo non correrà ai ripari con la prossima legge di Bilancio, il rischio è quello della ricomparsa della principale criticità che la riforma Fornero introdusse nel sistema previdenziale italiano.

Lo spettro degli esodati torna d’attualità proprio in queste settimane. E non facciamo riferimento all’aumento dei requisiti pensionistici previsto per il 2027. Perché per un solo mese di incremento dell’età pensionabile non si può certo parlare di nuovi esodati. Ci riferiamo, invece, a un intervento che il governo dovrebbe varare per evitare il ritorno del tristemente noto fenomeno.

Esodati legge Fornero, di cosa si trattò all’epoca?

Fu la riforma Fornero, introdotta nel 2012 con il decreto Salva Italia del governo Monti, a generare il fenomeno degli esodati.

Si trattò di un autentico terremoto che colpì migliaia di lavoratori. Se ne parlò a lungo e furono necessari diversi interventi di salvaguardia per tamponare quella falla creatasi con l’inasprimento dei requisiti previdenziali introdotti dalla riforma della professoressa Elsa Fornero.

Ma chi erano, nello specifico, gli esodati?

Si trattava di lavoratori che avevano interrotto l’attività lavorativa con largo anticipo, attraverso accordi con i datori di lavoro, periodi di mobilità o altri strumenti di prepensionamento, nella convinzione di poter accedere alla pensione nel giro di poco tempo. La riforma Fornero, però, spostò in avanti l’età pensionabile e questi soggetti si ritrovarono improvvisamente senza lavoro e senza pensione. Fu proprio il rinvio dell’uscita dal lavoro a generare questa situazione per molti lavoratori.

Sulle pensioni i nuovi esodati 2027: uscita spostata di 4 anni come per la riforma Fornero

Chiarita la condizione dell’esodato, ossia di chi, a causa di una modifica delle regole pensionistiche, si ritrova senza reddito e senza pensione, è proprio questo lo scenario che potrebbe verificarsi nel 2027.

Non per effetto di una nuova riforma della Legge Fornero, bensì per una mancata modifica normativa. Per alcuni contribuenti, infatti, la pensione rischia di slittare di quasi quattro anni.

Tutto dipende dall’Ape sociale, che non è una vera e propria pensione, ma una misura di accompagnamento con caratteristiche quasi assistenziali e, soprattutto, ancora sperimentale. Introdotta nel 2017, è stata confermata anno dopo anno da tutti i governi, seppure con piccoli correttivi. Ma attualmente è destinata a scadere il 31 dicembre 2026.

L’Ape sociale consiste in un assegno ponte verso la pensione vera e propria. Può essere richiesta a partire da 63 anni e 5 mesi di età e consente di lasciare il lavoro percependo un trattamento fino a un massimo di 1.500 euro mensili, fino al raggiungimento dei 67 anni o, più precisamente, dell’età pensionabile prevista.

Si tratta di una misura quasi assistenziale anche perché non prevede tredicesima, maggiorazioni, assegni familiari né adeguamenti all’inflazione. Inoltre, chi percepisce l’Ape sociale deve sapere che la prestazione non è reversibile in caso di decesso del beneficiario e che presenta forti limitazioni in materia di cumulabilità con i redditi da lavoro.

Pensione slitta nel tempo, ecco chi è penalizzato

Non sarà una vera pensione e presenta numerose limitazioni, ma è proprio l’Ape sociale che potrebbe riportare in auge il tema degli esodati. Esistono infatti lavoratori che hanno perso l’occupazione e si trovano in Naspi.

Oppure persone che hanno trasferito la propria residenza presso un familiare con disabilità grave per assumere il ruolo di caregiver.

Infine, ci sono coloro che nel 2027 matureranno i requisiti richiesti dalla misura, ossia 63 anni e 5 mesi di età e 30 anni di contributi (oppure 36 anni per gli addetti alle attività gravose).

In pratica, c’è chi ha programmato la propria uscita dal lavoro contando sull’Ape sociale. Se però la misura dovesse scomparire, tornerebbe concreto il rischio di parlare nuovamente di esodati. Per chi compirà 63 anni e 5 mesi nel 2027, infatti, la pensione, o il prepensionamento che dir si voglia, potrebbe slittare di circa quattro anni.

E chi nel frattempo si trova senza lavoro rischierebbe davvero di diventare un nuovo esodato. Proprio come accadde ai lavoratori coinvolti dagli effetti della riforma Fornero.

 

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

Verso rialzo tassi BCE a giugno
Articolo precedente

La trappola della stagflazione: perché la BCE alza i tassi mentre l’Eurozona frena

redditi dei residenti all'estero
Articolo seguente

Redditi dei residenti all’estero: tre casi che riscrivono le regole sulle pensioni