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Oggi: 17 Feb, 2026

Successione BCE anticipata: nuova leva negoziale per l’Italia

L'iter per la successione di Christine Lagarde alla BCE verrebbe anticipato in vista delle elezioni francesi. Opportunità per l'Italia.
2 ore fa
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Iter per successione alla BCE anticipato?
Iter per successione alla BCE anticipato? © Investireoggi.it

L’iter è complesso, lungo e coinvolge diversi organismi quale il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE), l’Ecofin, l’Europarlamento e il Consiglio europeo. Ufficialmente, della successione di Christine Lagarde si inizierà a discutere solamente tra un anno e passa. Nei fatti, è iniziata da qualche mese e Bloomberg riportava ieri che i governi europei starebbero immaginando di anticipare il processo per evitare che esso ricada dopo le elezioni presidenziali in Francia. Queste sono in programma per la primavera del 2027 e, stando ai sondaggi, vedrebbero la vittoria del candidato sovranista: Marine Le Pen o, se ancora incandidabile, del suo delfino Jordan Bardella.

Successione BCE, corsa per dopo-Lagarde

Lagarde è francese e le probabilità che Parigi riesca a fare nominare un altro suo uomo o donna sono quasi nulle, anche perché dalla nascita dell’euro (e della BCE) nel 1999 ha già avuto due governatori per un totale di 16 anni al timone di Francoforte. La Germania spera in un proprio uomo, anche se con la tedesca Ursula von der Leyen già alla guida della Commissione risulta difficile che ottenga un altro “top job”. Gli altri due Paesi di peso sono Italia e Spagna. Noi avemmo Mario Draghi tra il 2011 e il 2019, mentre Madrid ancora nessuno e confida in Pablo Hernandez de Cos, ex governatore centrale.

La decisione sarà presa in base a un bilancino tra opposte esigenze, mettendo sul tavolo le istanze di Nord, Sud, Est, stati piccoli, stati grandi, “falchi” e “colombe”. A giugno la vice-presidenza passerà dallo spagnolo Luis de Guindos al croato Boris Vujcic. E già questa sarebbe una prima indicazione di quanto può accadere in merito alla successione di Lagarde.

Se il numero 2 proviene da uno stato piccolo dell’Est, il numero 1 arriverà da uno stato grande della “vecchia Europa”?

Elezioni in Francia spartiacque europeo

Perché i governi punterebbero ad anticipare la successione a prima delle elezioni francesi? Non vogliono che un presidente sovranista abbia una parola decisiva su chi debba prendere il posto di Lagarde. Temono l’impasse e ancora di più non vogliono legittimare e dare risalto ad un eventuale nuovo corso di Parigi. Che questa linea di pensiero appaia poco democratica, è un altro paio di maniche. La cosa interessante è che l’Italia ne può approfittare. Stringere sui tempi significa anche evitare divisioni tra i grandi stati, che sono quelli che nella sostanza hanno sin qui sempre giocato la palla delle nomine.

Questione di interesse nazionale

Dunque, il governo Meloni può mostrarsi disponibile al confronto, a patto che la posizione dell’Italia venga presa in seria considerazione. Esso punterebbe forse su Fabio Panetta, attuale governatore della Banca d’Italia. L’altro candidato papabile sarebbe Piero Cipollone, attuale consigliere esecutivo della BCE. Nel peggiore dei casi, in questo clima riuscirebbe a spuntare una nomina non ostile. Se Roma non dovesse ottenere alcunché di sostanzioso, minaccerebbe di far slittare la decisione a dopo le elezioni francesi e nei fatti per i suoi interlocutori si avvererebbe lo scenario più temuto.

La guida della BCE non è una questione di pura rivendicazione nazionale. Riguarda le diverse sensibilità sulla politica monetaria e, diciamolo senza ipocrisie, la capacità di difendere gli interessi nazionali. Perché se è vero che le decisioni a Francoforte vengono prese nell’interesse dell’intera Eurozona, d’altra parte ogni governatore ha avuto un occhio di riguardo per il proprio Paese. Fu così che nel 2011 Jean-Claude Trichet riuscì a deviare l’attenzione dei mercati dalla Francia, “sacrificando” l’Italia sull’altare a colpi di spread. E fu così che mesi più tardi Draghi riuscì a invertire la direzione dei rendimenti, mostrandosi disposto a salvare l’euro (e i conti pubblici di Roma) ad ogni costo con il “whatever it takes“.

Successione BCE e possibile ridiscussione di cariche UE

Nel marzo 2020, bastò un’affermazione sgangherata di Lagarde (“non siamo qui a chiudere gli spread”) per segnalare ai mercati indifferenza verso il destino dell’Italia, facendo riesplodere le tensioni finanziarie. Chi gestisce i dossier bancari e monetari conta tantissimo. Per l’Italia sarebbe un colpaccio garantirsi un proprio candidato per la successione alla guida della BCE. L’asse con la Germania di questa fase può aiutarla in tal senso, una volta che Berlino si rendesse conto dell’impossibilità di tenere due posizioni primarie nell’UE. A meno che lo scambio non riguardasse altri “top jobs”. Con una geopolitica in rapida evoluzione, nessuno può escludere un tagliando di metà mandato a spese di von der Leyen e Antonio Costa, quest’ultimo a capo del Consiglio europeo.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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