Un annuncio a sorpresa e già entrato nella storia della finanza mondiale. Elon Musk ha reso noto che la sua SpaceX ha rilevato la startup di intelligenza artificiale xAI. L’accordo fa nascere un colosso di 1.250 miliardi di dollari, il più grande per una società non quotata. E potrà avere nel tempo conseguenze positive sulle bollette della luce. La società che produce razzi spaziali è valutata 1.000 miliardi, mentre altri 250 miliardi li ha portati in dotazione la società attiva nell’IA. Il fondatore di Tesla e proprietario anche di X (ex Twitter) ha dichiarato di avere dato via al
motore di innovazione più ambizioso e verticalmente integrato sulla e fuori dalla Terra, con IA, razzi e internet spaziale
Operazione Musk con riflessi su bollette della luce
L’accordo avverrà tramite scambio azionario: 1 azione di xAI in cambio di 0,1433 azioni SpaceX. Stando ai documenti, le azioni xAI sono state valutate a 75,46 dollari e le azioni SpaceX a 526,59 dollari. L’obiettivo della fusione è stato giustificato con la creazione di “data center in orbita“.
Ed è qui che Musk potrebbe realizzare una rivoluzione tecnologica dall’impatto benefico sulle bollette della luce.
La questione è questa: i data center per l’IA consumano tanta energia, al punto che stanno aumentando la domanda globale con riflessi sui prezzi per famiglie e imprese. Musk avrebbe trovato una soluzione, cioè di spedire i microprocessori in orbita tramite i satelliti e sfrutterebbero l’energia solare h24 grazie ai pannelli di cui sarebbero dotati. Invierebbero i dati sul pianeta Terra con un raggio laser. Resterebbe solo un problema: evitare il surriscaldamento. Sulla Terra viene risolto ricorrendo a getti di acqua fredda, mentre nello spazio non è chiaro quale sarebbe il rimedio.
Ma il patron di Tesla sostiene di avere escogitato un sistema.
Verso IPO entro l’anno
L’operazione sta assumendo un’importanza cruciale dal punto di vista finanziario e tecnologico. Dovrà essere conclusa entro il 16 marzo e i soci che non ci stanno, potranno essere liquidati e uscire dal capitale. Malumori si registrerebbero tra i soci di SpaceX, la cui quota si diluirà a causa dello scambio azionario. Musk punta all’IPO entro l’anno, possibilmente prima di rivali come OpenAI e Anthropic. Ha in testa di raccogliere 50 miliardi di dollari, che renderebbe il debutto in borsa il più grande di sempre nel mondo. Batterebbe il precedente di Aramco nel 2019, quando furono raccolti 29,4 miliardi in tutto.
Vantaggio USA su IA sempre più forte
Ci sarà un affollamento di IPO nell’IA a Wall Street nella seconda parte dell’anno e si corre il rischio di non trovare sufficienti capitali per tutti. Sul piano tecnologico, l’innovazione di SpaceX-xAI darebbe ulteriore impulso all’IA senza impattare sull’ambiente e sulle bollette della luce. Il tema è sensibile, tanto che l’amministrazione Trump vuole studiare il modo di caricare parte del prezzo dell’energia sui bilanci dei colossi della Silicon Valley. L’iniziativa renderebbe ancora più plastico il vantaggio degli USA in un campo destinato a plasmare le sorti dell’economia mondiale per i prossimi decenni.
giuseppe.timpone@investireoggi.it