Vuoi acquistare una nuova TV? Come leggere l’etichetta energetica e risparmiare sui consumi

Quando vogliamo acquistare un nuovo TV dovremmo leggere anche l’etichetta energetica per capire quanto consuma. Ecco una guida.

di Alessandra Di Bartolomeo, pubblicato il
Quando vogliamo acquistare un nuovo TV dovremmo leggere anche l’etichetta energetica per capire quanto consuma. Ecco una guida.

Se abbiamo intenzione di acquistare un nuovo televisore, solitamente analizziamo una serie di parametri che vanno dal design alla qualità delle immagini; solitamente, si sottovalutano i consumi e può essere utile essere in grado di leggere l’etichetta energetica per farsi un’idea di quali possano essere. In questo articolo forniremo tutte le informazioni utili e qualche esempio.

Etichetta energetica della TV: come si presenta

Innanzitutto occorre fare una premessa: l’etichetta energetica può darci un’indicazione sui consumi probabili, ma i fattori in ballo sono molteplici. È chiaro che, ad esempio, basta cambiare la luminosità dello schermo per accrescere o diminuire i consumi in maniera abbastanza netta. L’etichetta energetica, seconda una direttiva europea, deve riportare i dati di consumo relativi alle modalità standard, cioè nella configurazione base con cui esce dalla confezione; significa, ad esempio, che se le impostazioni sono a forte impatto visivo (anche per mostrarsi al meglio delle proprie potenzialità), basterà regolare la luminosità per risparmiare. Solitamente, una buona regolazione permette di consumare meno rispetto alle condizioni standard.

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Come leggere l’etichetta energetica del TV

Il primo elemento da tenere presente nella ‘lettura’ di un’etichetta energetica è la classe di efficienza che è calcolata su una scala da A++ a D; si tratta di un calcolo molto complesso all’interno del quale rientrano vari fattori, ma l’indicazione è chiara: una TV di classe A++ consumerà meno di una di classe B, anche se una televisione A++ con schermo molto ampio potrebbe consumare comunque di più di una TV di classe B con schermo di dimensioni più ridotte.

Il secondo elemento che si ritrova sulle etichette energetiche riguarda il consumo in watt, il quale è calcolato a partire da alcuni test di utilizzo. Si tratta, ovviamente, di un indicatore di potenza e non di consumi: significa che non tiene conto del periodo di tempo in cui la TV resta accesa; in questo senso, è più utile il dato di consumo espresso in KWh/anno, in quanto definisce il consumo annuo calcolato a partire dall’ipotesi che l’apparecchio resti acceso per 4 ore al giorno per tutti i 365 giorni dell’anno.

Quanto costa allora una TV?

Secondo alcuni calcoli effettuati dal sito DDay.it, a partire proprio dal valore dei KWh/anno e immaginando un costo medio di 0,20 centesimi a KWh, il risultato può sembrare sorprendente: la TV che consuma di più in assoluto, tra quelli presi in considerazione, è il Samsung Q9 da 75 pollici, il quale costa circa 80 euro all’anno (utilizzandolo circa 4 ore al giorno); i più economici, considerando un 55 pollici, presentano consumi intorno ai 30 euro. Insomma, qualunque sia la scelta, sembra davvero che le spese per una TV siano sostenibili in ogni caso.

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Argomenti: Per la casa, Risparmiare