Tutti i cambiamenti di Postepay con la direttiva europea: costi più alti e più garanzie, un riepilogo

Con la direttiva europea 2015/2366 cambia la Postepay: costi più alti e più garanzie, un riepilogo.

di Alessandra Di Bartolomeo, pubblicato il
Con la direttiva europea 2015/2366 cambia la Postepay: costi più alti e più garanzie, un riepilogo.

In molti hanno una carta prepagata Postepay ma non tutti sanno che, a seguito della direttiva UE 2015/2366, da maggio 2018 scorso vi sono state delle modifiche contrattuali. Esse sono state migliori per le vittime di frodi e peggiori per chi preleva all’estero con una valuta diversa dall’euro. Ecco le info in merito.

I cambiamenti migliori di Postepay

Per chi non lo sapesse, a seguito direttiva europea 2015/2366, la riduzione della franchigia a carico dei clienti per pagamenti non autorizzati ovvero per coloro che sono rimasti vittime di frode (con strumenti di pagamento indebitamente utilizzati, rubati o smarriti) è passato da 150 euro a 50 euro. Quindi, in caso di frode, il cliente Postepay potrebbe vedersi decurtata la cifra di 50 euro e non più di 150 euro come era previsto in passato. Vi è anche un’altra novità ovvero la riduzione del tempo di rimborso qualora il cliente disconosca l’operazione o si lamenti del fatto che la transazione non era stata autorizzata.

Gli aumenti con carta Postepay

Se da un lato la direttiva ha portato benefici ai clienti truffati, dall’altra ha peggiorato alcune commissioni per i clienti. Esse per prelievi e pagamenti in valuta diversa dall’euro da ATM Visa/Visa Electron all’estero sono aumentati. Vediamo come. Prima quando ci si recava in viaggio in un paese non facente parte dell’Unione Europea e si prelevava, la commissione aveva un costo di 5 euro. Ora dal 1° luglio oltre ai 5 euro va aggiunto anche l’1,10% dell’importo prelevato. E non è finita.

Quando si effettua un pagamento in una moneta diversa dall’euro sui Pos degli esercenti che aderiscono al circuito Visa payWave o Pos virtuali mentre prima non vi era alcuna commissione, adesso c’è. Bisogna pagare infatti l’1,10% dell’importo complessivo. Ad esempio, se si comprerà su un sito online un prodotto in Inghilterra di 1.000 euro (con richiesta di pagamento in sterlina): mentre prima lo si pagava effettivamente 1.000 euro ora con la direttiva si pagherà 11 euro in più e quindi l’1,10%  dell’importo complessivo. Stesso discorso per i prelievi di 100 euro in paesi non UE: vi sarà sempre da pagare in questo caso 1,10 euro in più.

Leggete anche: Rivoluzione Postepay Evolution: i cambi dal 1° ottobre 2018 compreso l’Iban previsti da Poste Italiane.

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Argomenti: Conti e carte, Carta PostePay