Recesso telefonia: ecco le linee guida per TIM, Vodafone, Wind, Tre e gli altri operatori, risparmio in vista?

Ecco le linee guida per recesso telefonia Tim, Vodafone, Wind, Tre ed altri operatori telefonici: risparmio in vista?

di Alessandra Di Bartolomeo, pubblicato il
Ecco le linee guida per recesso telefonia Tim, Vodafone, Wind, Tre ed altri operatori telefonici: risparmio in vista?

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha approvato le linee guida per quanto concerne il trasferimento e la dismissione dell’utenza nei contratti per adesione siano essi con Tim, Vodafone, Tre, Wind o altri operatori telefonici. Ma cosa prevedono tali linee guida: ci sarà un risparmio per il consumatore?

Recesso telefonia: le nuove regole per tutti gli operatori tra cui Tim, Vodafone, Wind e Tre

L’utente, in caso di cambio unilaterale delle condizioni contrattuali, ha sempre avuto la possibilità di recedere dal contratto senza pagare penali o costi per recesso anticipato. Rispetto a tale formula, nulla è cambiato. L’Autorithy ha chiarito soltanto le modalità che regolano il recesso o il passaggio ad un altro operatore telefonico. Prima di tutto comunichiamo che il gestore non potrà richiedere all’utente tutti gli sconti fruiti per quella determinata promozione: la restituzione, infatti, dovrà essere proporzionata al valore del contratto e al tempo di durata residuo della promozione. Oggi accade che gli operatori come TIM, Vodafone, Wind, Tre Italia e gli altri richiedano al cliente la restituzione INTEGRALE degli sconti e ciò non potrà mai più accadere. Essi potranno richiedere la restituzione degli sconti ma la somma dovrà essere sempre pari alla differenza tra quello che è stato pagato dall’utente e quello che l’azienda avrebbe guadagnato fino al termine del vincolo contrattuale.

Le regole dell’Autorithy per recesso telefonia

L’Autorità delle Comunicazioni tra le linee guida fornite in caso di recesso ha anche comunicato che le spese ovvero i soli costi di chiusura della posizione amministrativa non dovranno mai eccedere il canone mensile che di solito il cliente paga. In tal modo, gli operatori non potranno addebitare ai clienti delle spese non proporzionate al valore del contratto.

Per quanto concerne la durata della rateizzazione dei servizi come ad esempio quelli per l’attivazione o per prodotti accessori, essa non potrà andare oltre i ventiquattro mesi. Inoltre chi recederà prima del termine del contratto ed ha ad, esempio, delle rate residue da pagare come quella dello smartphone, potrà scegliere liberamente se pagare tutto in un’unica soluzione o continuare a pagare le rate residue. Ciò dovrebbe però verificarsi sempre anche adesso.

Infine ultime dritte

L’Autorità ricorda inoltre che, qualora si passa da un numero ad un altro, sia esso  Tim, Vodafone, Wind, Tre o di un altro operatore telefonico, si dovrà ricevere il credito residuo presente sulla vecchia linea anche in caso di scioglimento del contratto (vi saranno però dei costi da sostenere a seconda dell’operatore di appartenenza). Non sarà però possibile trasferire il credito eventuale su di un’altra sim del medesimo operatore. Infine l’operatore telefonico avrà massimo trenta giorni per adempiere a tutti i compiti obbligatori per il trasferimento e per la disattivazione dell’utenza.

Leggete anche: Copertura rete Tim, Vodafone, Tre Italia, Wind e Iliad: quale scegliere?.

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Argomenti: Per la casa, Offerte Tim, Offerte Tre, Offerte Vodafone, Offerte Wind, Utenze domestiche