Prezzi diesel e benzina, taglio accise fino al 21 agosto: perché non basta e favorisce la speculazione

Una buona notizia: si tratta del taglio delle accise prorogato fino al 21 agosto contro la crescita dei prezzi di benzina e diesel. Perché non è sufficiente.

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Nella serata di ieri è giunta la notizia tanto attesa per sterilizzare i continui aumenti dei prezzi di diesel e benzina. Il taglio di 30 centesimi sulle accise è stato prorogato fino al 21 agosto. Il Ministro dell’Economia, Daniele Franco, e il Ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, hanno firmato il decreto ministeriale che estende la misura di 19 giorni. La riduzione dei prezzi dei carburanti riguarderà non benzina e diesel, ma anche gpl e metano per autotrazione. Se la decisione sembrava scontata, soprattutto per il mese di agosto quando gli italiani si mettono in viaggio per le ferie, è anche vero che ha immediatamente stupito il fatto che la proroga fosse di così breve respiro. Quali sono le ragioni? Perché le associazioni dei consumatori parlano di incapacità di affrontare le speculazioni dei produttori e distributori?

Quali sono al momento i prezzi di benzina, diesel, gpl e metano

I prezzi dei carburanti continuano l’ottovolante, salendo e scendendo in maniera piuttosto imprevedibile. Gli ultimi aggiornamenti al 18 luglio dell’Osservatorio prezzi del Ministero dello Sviluppo Economico ha delineato la seguente situazione. In modalità self service, la benzina in media costa circa 1,985 euro al litro (1,981 nelle pompe bianche) e il diesel 1,940 al litro (1,938 euro nelle pompe senza marchio).

In modalità ‘servito’, invece, si parla per la benzina di 2,123 euro al litro (2,041 nelle pompe bianche) e per il diesel di 2,081 euro al litro (2,041 nelle pompe senza marchio). Il gpl è grossomodo invariato, vale a dire 0,820 euro al litro (0,810 nelle pompe bianche), il metano servito va a 2,197 euro al kg (2,180 nelle pompe senza marchio) e il gnl a 2,166 euro al kg (2,141 nelle pompe bianche).

Le critiche e le proteste delle associazioni dei consumatori

Una nota associazione a difesa dei consumatori non è convinta che la misura appena varata possa davvero risolvere il caro carburante in Italia.

Nonostante il taglio delle accise, infatti, misura in vigore già dal mese di marzo, un litro di benzina costa circa il 20% in più rispetto al medesimo periodo dell’anno scorso. Un litro di diesel, invece, addirittura quasi il 30% in più. Secondo l’associazione, quindi, una famiglia media con un’auto di media cilindrata nel 2022 spenderà soltanto di carburante circa 500 euro in più rispetto all’anno precedente.

Sulla stessa linea è anche l’Unione Nazionale Consumatori, che sottolinea però una questione politica. Secondo Massimiliano Dona, infatti, l’estensione di soli 19 giorni non tiene conto della possibile crisi di governo in arrivo. Ci si sarebbe attesi una proroga fino a fine anno o comunque di più ampia durata. Questo per assicurare la tenuta della misura anche con il possibile cambio di esecutivo.
Assoutenti, infine, ritiene che il taglio delle accise non ha prodotto e continuerà a non produrre un vero abbattimento dei prezzi dei carburanti, “perché le speculazioni sui carburanti hanno di fatto vanificato la misura”. Il problema vero sono le speculazioni contro le quali né i governi nazionali né la governance europea hanno deciso di fare qualcosa.
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