Mutui: le surroghe fanno la parte del leone e domina il tasso fisso

Il trend del mercato dei mutui nel secondo trimestre 2020: domina la surroga ed il tasso fisso, perchè?

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Investimento immobiliare 2021

Nonostante l’emergenza da Covid-19 la voglia di acquistare casa non è calata anzi dal più recente Osservatorio Mutui di Mutuionline.it emerge che tale desiderio si è rafforzato. Durante il periodo del lockdown, infatti, si è notata una maggiore ricerca sul web degli immobili.

Spicca come sempre il boom della componente surroghe e domina ancora il tasso fisso. Ecco allora cosa è emerso dall’ultima analisi effettuata.

Spicca la surroga

Nel secondo trimestre del 2020 secondo l’Osservatorio di Mutuionline.it le richieste di mutuo per la prima casa sono salite al 32,8% rispetto al 29,6% dei primi mesi dell’anno. Sono cresciute anche le domande per l’acquisto della seconda casa: dal 3,3% al 3,8% nonché quelle per la ristrutturazione dall’1,3% all’1,6%.

Nelle richieste di mutuo, comunque, la parte del leone è sempre quella delle surroghe nonostante abbiano avuto una leggera contrazione dal 65,6% al 61,6% del secondo trimestre dell’anno. Una delle componenti ad aver inciso su tale calo sono sicuramente le limitazioni imposte dalle Banche come l’obbligo della prenotazione degli appuntamenti.

In ogni caso su base annuale sia la richiesta di surroga che di sostituzione sono al top dal 2014: esattamente al 63,6% del totale. Tale dato sicuramente proseguirà ancora anche perché i tassi di interesse sono destinati a restare bassi secondo quanto promette la BCE a lungo termine.

Il tasso fisso: al top delle richieste

Gli italiani chiedono sopratutto il tasso fisso che nel secondo trimestre del 2020 ha coperto il 94,9% del totale che è un nuovo massimo assoluto. Nel mese di giugno, ad esempio, il tasso medio applicato sui mutui a 20-30 anni è stato uguale allo 0,82% per il fisso e allo 0,75% per il variabile. Per il primo si è registrato, quindi, un nuovo minimo storico.

L’Euribor, usato per calcolare gli interessi che si applicano ai mutui a tasso variabile, a giugno ha registrato una media mensile a -0,49% e quella a tre mesi a -0,38%.

L’Eurirs che è il riferimento bancario base per i mutui a tasso fisso è salito invece di pochissimo: a giugno allo 0,10% per finanziamenti a dieci anni (da -0,12%), allo 0,10%  per quelli a venti anni (da zero) e allo 0,14% per quelli a trenta anni (da 0,08%).

Dall’analisi di Mutuionline.it emerge inoltre che anche la durata si è allungata. Nel secondo trimestre del 2020 quelli a 21-25 anni hanno rappresentato il 19,7% del totale contro il 18,9% del primo trimestre mentre quelli di durata 26-30 anni sono stati uguali al 24,5% contro il 22,2%. Sono invece calate le domande per quelli dai 16 ai 20 anni dal 35,1 al 33,5% nonostante continuino a coprire la parte principale.

Infine l’importo medio richiesto è sceso in aprile-giugno per il terzo trimestre consecutivo dell’1,3% congiunturale a 135.725 euro. Quello effettivo erogato è invece aumentato in tale periodo del 3,6% a 144.539 euro.

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