Bollette luce non pagate: multe per recupero crediti aggressivo

Cinque gruppi elettrici (Acea, Enel Energia, Eni, Enel Servizio Elettrico e Edison) sono stati sanzionati dall’Antitrust per un totale di 14,30 milioni di euro a causa di comportamento aggressivo nelle procedure di recupero crediti per bollette luce non pagate

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Cinque gruppi elettrici (Acea, Enel Energia, Eni, Enel Servizio Elettrico e Edison) sono stati sanzionati dall’Antitrust per un totale di 14,30 milioni di euro a causa di comportamento aggressivo nelle procedure di recupero crediti per bollette luce non pagate

Dalla richiesta di saldo per gli arretrati sulle bollette luce non pagate, a sanzioni salate da pagare: ecco come è stato punito dall’Antitrust il modus operandi di cinque delle maggiori compagnie di fornitura di energia elettrica.

Acea, Enel Energia, Eni, Enel Servizio Elettrico e Edison dovranno pagare un totale di 14,530 milioni di euro a causa di richieste di pagamento relative a bollette non pagate, perché non corrispondenti a consumi effettivi. Inoltre, sono stati sanzionati anche i procedimenti particolarmente farraginosi dei rimborsi, che di fatto rappresentavano un ostacolo alla volontà di pagamento(accumulando così ulteriori ritardi e more).

Le società più colpite dal provvedimento sono state Acea e Eni, che dovranno pagare 3,6 milioni di euro ciascuno; meno pesante il bilancio per Edison, con una multa di 1,725 milioni.

Pratiche aggressive nel recupero crediti delle bollette luce non pagate

I procedimenti erano stati avviati a luglio 2015. L’Antitrust si è avvalsa sia del parere dell’Autorità dell’energia sia per l’attività ispettiva del nucleo speciale Antitrust della Guardia di finanza. A conclusione della sua istruttoria, l’Agcm ha accertato che le cinque società hanno posto in essere una prima pratica commerciale aggressiva, cioè una gestione inadeguata delle istanze e delle comunicazioni di clienti finali che lamentavano la fatturazione di consumi di elettricità o di gas naturale divergenti da quelli effettivi. Questa era dovuta a deficienze del processo di fatturazione, a malfunzionamenti dei sistemi informatici e alla mancata sospensione delle attività di riscossione (sollecito, messa in mora e distacco, talvolta senza preavviso) nell’attesa di una risposta chiara, puntuale ed esaustiva. Nel caso di conguagli di elevato importo, inoltre, le imprese non avevano adottato misure per attenuare l’impatto della bolletta, senza informare adeguatamente gli utenti sulla possibilità di rateizzare né sui termini di pagamento più lunghi.

Multe Antitrust a compagnie elettriche: esulta il Codacons

“Nell’ultimo anno abbiamo sommerso l’Antitrust di esposti in cui denunciavamo la giungla delle fatturazioni errate e le pratiche scorrette dei gestori dell’energia a danno degli utenti, e finalmente l’Autorità ha accolto le nostre denunce sanzionando gli operatori”, spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi. “Quando un cittadino riceve una bolletta con consumi errati, o quando deve ottenere il rimborso delle maggiori somme pagate, inizia per lui una vera e propria ‘odissea’ che spesso porta l’utente allo sfinimento e alla resa, pagando le bollette pur non essendo tenuto a farlo, o rinunciando ai propri diritti. In tal senso la multa dell’Antitrust è importantissima perché accerta in modo inequivocabile le scorrettezze dei gestori che il Codacons denuncia da anni”. E davanti alla possibilità di un ricorso, Rienzi è già sul piede di guerra: “Ora difenderemo la sanzione al Tar del Lazio, certi che le società dell’energia, anche di fronte all’evidenza, tenteranno di non pagare la multa ricorrendo alla giustizia amministrativa”.

Come si calcola la morosità sulla bolletta della luce

Enel contesta sanzione: ecco le motivazioni

Arrivano subito le prime contestazioni da parte delle aziende sanzionate. Enel Servizio Elettrico ed Enel Energia contestano le conclusioni cui è giunta l’Autorità Antitrust, “ritenendo la propria condotta pienamente aderente ai più elevati canoni della diligenza professionale e del tutto rispondente alla normativa di settore – si legge in una nota -. Inoltre, le pratiche contestate fanno riferimento ad una casistica estremamente contenuta, se comparata con il numero dei clienti serviti dalle società, circa 30 milioni, e con il numero delle fatture emesse nel periodo di riferimento, circa 250 milioni. Le società hanno già implementato una serie di misure che assicurano l’innalzamento del grado di tutela, soprattutto nei casi di conguagli pluriennali, garantendo ai clienti di essere informati prima della ricezione di bollette di conguaglio e di vedere rateizzati gli importi, di essere incentivati all’utilizzo delle autoletture e al passaggio alla fatturazione digitale, di veder dilazionata

 

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Argomenti: Per la casa, Tutela consumatori, Utenze domestiche