Buoni postali serie O: l’Abf di Torino premia due risparmiatori

Il caso dei buoni fruttiferi postali serie O esaminato dell'Abf: due risparmiatori ottengono nel totale circa 80 mila euro in più.

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Nuova vittoria in merito a buoni postali serie O per due due risparmiatori piemontesi. L’arbitro Bancario Finanziario di Torino, infatti, con due decisioni separate, ha riconosciuto ai titolari di bfp il diritto a riscuotere gli importi effettivi riportati dietro alla tabella. Essi erano pari a 34 mila euro per un caso e pari a 46 mila euro per l’altro. Ecco maggiori dettagli in merito.

Il caso dei buoni postali O esaminato dell’Abf

Due titolari di buoni fruttiferi postali serie O emessi nel 1988 non avevano ricevuto gli interessi corrisposti dietro ai titoli per gli anni dal 21° al 30°. Questo a causa di una modifica dei rendimenti avvenuta a giugno del 1986 e di un timbro che Poste aveva inserito sulla tabella con i nuovi rendimenti della serie Q.
Grazie alle due sentenze, il Collegio di Torino dell’Abf ha stabilito la superiorità di quanto riportati dietro ai titoli rispetto alle modifiche del DM 1986. Il timbro inserito da Poste Italiane, infatti, prevedeva interessi soltanto per i primi 20 anni di validità dei buoni. Non era invece stabilito nulla per quelli da corrispondersi per gli ultimi due anni per entrambi i sottoscrittori.

La questione di diritto dei buoni postali O esaminata dall’Abf

Dopo aver esaminato con attenzione i due titoli, L’Arbitro Bancario Finanziario ha deciso che Poste Italiane dovrà rimborsare i due risparmiatori. Costoro erano assistiti dall’avvocato braidese Alberto Rizzo, esperto un materia di diritto bancario e postale. I due avranno quindi gli interessi previsti originariamente sui titoli per gli anni dal ventunesimo al trentesimo e non quelli riconosciuti inizialmente da Poste.
Grazie a tali sentenze, nel totale, i risparmiatori avranno 80 mila euro in più rispetto a quanto voleva corrispondere loro l’intermediario.

Entrambe sono delle decisioni importanti, commenta l’avvocato Rizzo, per tutti coloro che ignari dei propri diritti hanno percepito interessi più bassi rispetto a quelli previsti. Proprio per questo l’avvocato invita chi ha un buono emesso dopo il 1986 a farlo esaminare per capire se si ha diritto ad avere importo maggiore rispetto a quello conteggiato da Poste Italiane. Ciò è possibile anche se il titolo è stato incassato purché non siano trascorsi più di 10 anni.

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