Può capitare durante un trasloco, mentre si svuota una vecchia cassaforte oppure sistemando i documenti di un familiare scomparso. Tra vecchie carte e libretti dimenticati spunta un buono fruttifero postale emesso magari molti anni fa.
La prima reazione è quasi sempre la stessa: vale ancora qualcosa oppure è ormai scaduto?
Si tratta di una domanda molto frequente perché i buoni fruttiferi postali rappresentano da decenni una delle forme di risparmio preferite dalle famiglie italiane. Molti titoli sono stati acquistati dai genitori o dai nonni e sono rimasti dimenticati per anni in un cassetto.
Tuttavia il semplice ritrovamento del documento non significa automaticamente che sia possibile incassarlo senza verifiche.
Occorre infatti comprendere se il titolo è ancora valido, se ha raggiunto la scadenza prevista e se non è intervenuta la prescrizione.
Che cosa sono i buoni fruttiferi postali
I buoni fruttiferi postali sono strumenti di risparmio emessi nel corso degli anni con caratteristiche differenti a seconda della serie di appartenenza.
Per molto tempo hanno rappresentato una soluzione molto apprezzata dai piccoli risparmiatori grazie alla semplicità di utilizzo e alla percezione di elevata sicurezza.
Nel corso del tempo sono esistite numerose tipologie di buoni:
- ordinari;
- a termine;
- dedicati ai minori;
- indicizzati;
- con durata variabile.
Per questo motivo ogni titolo deve essere esaminato singolarmente.
La prima cosa da controllare è la serie del buono
Quando si trova un vecchio buono fruttifero è importante verificare alcuni dati fondamentali.
Tra questi:
- data di emissione;
- serie di appartenenza;
- intestatario;
- eventuali annotazioni presenti sul titolo.
Queste informazioni consentono di comprendere quali regole si applicano al buono e quale potrebbe essere la sua situazione attuale.
Scadenza e prescrizione non sono la stessa cosa
Uno degli errori più frequenti consiste nel confondere la scadenza con la prescrizione.
La scadenza rappresenta il momento in cui il buono termina il proprio periodo di maturazione degli interessi.
La prescrizione, invece, riguarda il periodo entro il quale il titolare deve attivarsi per richiedere il rimborso.
Molte persone scoprono questa differenza soltanto dopo aver ritrovato un titolo molto vecchio.
Un buono molto datato può ancora avere valore?
In alcuni casi sì.
L’età del documento non basta da sola per stabilire se il titolo possa essere rimborsato.
Occorre infatti valutare:
- data di emissione;
- durata prevista;
- eventuali modifiche normative intervenute nel tempo;
- decorrenza della prescrizione.
Per questo motivo non è consigliabile trarre conclusioni basandosi esclusivamente sull’anno riportato sul buono.
Il caso degli eredi
Molto spesso i buoni fruttiferi vengono ritrovati dopo il decesso dell’intestatario.
In queste situazioni entrano in gioco anche gli aspetti successori.
Gli eredi devono infatti dimostrare la propria posizione attraverso la documentazione richiesta.
Tra i documenti che possono risultare necessari troviamo:
- certificato di morte;
- documentazione successoria;
- atti identificativi degli aventi diritto;
- ulteriori documenti richiesti in base al caso concreto.
La procedura può risultare più complessa quando gli eredi sono numerosi oppure quando il titolo è particolarmente datato.
Cosa fare quando si trova il buono
La prima regola è conservare con attenzione il documento originale.
Successivamente è opportuno verificare:
- stato di conservazione del titolo;
- dati identificativi;
- eventuale presenza di più intestatari;
- documentazione collegata.
Disporre di tutte le informazioni facilita la successiva verifica della posizione.
Come si richiede il rimborso
La richiesta di pagamento richiede normalmente la presentazione del titolo e della documentazione necessaria.
Le verifiche possono riguardare:
- autenticità del buono;
- titolarità;
- eventuali diritti degli eredi;
- situazione amministrativa del titolo.
Proprio per questo motivo le procedure possono richiedere tempi differenti a seconda della complessità del caso.
Gli errori più frequenti
Tra le situazioni che generano maggiori problemi troviamo:
- smarrimento del documento originale;
- mancata verifica della serie del buono;
- confusione tra scadenza e prescrizione;
- assenza della documentazione successoria necessaria.
Molti ostacoli possono essere evitati raccogliendo fin da subito tutte le informazioni disponibili.
Quando conviene chiedere chiarimenti
È opportuno approfondire la situazione quando:
- il buono è molto vecchio;
- non è chiara la serie di appartenenza;
- sono coinvolti più eredi;
- esistono dubbi sulla prescrizione.
Una verifica preventiva consente di comprendere quali siano le possibilità effettive di rimborso.
Riassumendo
- un vecchio buono fruttifero postale non è automaticamente privo di valore;
- occorre distinguere tra scadenza e prescrizione;
- la serie e la data di emissione sono elementi fondamentali;
- gli eredi possono avere diritto al rimborso seguendo le procedure previste;
- conservare il documento originale è essenziale per qualsiasi verifica.