Bollette luce gonfiate: 5 suggerimenti per evitare fatture elevate

Sostariffe.it e i 5 consigli per evitare che si possano ricevere bollette della luce e gas troppo salate.

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Sostariffe.it e i 5 consigli per evitare che si possano ricevere bollette della luce e gas troppo salate.

Sostariffe.it, il comparatore di offerte per risparmiare, ha fornito 5 suggerimenti per evitare che si possano ricevere bollette della luce e gas troppo salate quando non si fa attenzione ad alcuni elementi presenti in fattura o in fase di contratto con il fornitore.

Ricordiamo che nel mese di aprile 2020 l’Arera ha rivisto al ribasso le tariffe della luce (-18,3%) per il secondo trimestre del 2020 per i clienti di maggior tutela. Ma non sempre accade che le bollette siano più leggere: ecco allora i 5 suggerimenti forniti da Sostariffe.it per capire se vi sono costi in aggiunta e se si sta pagando la cifra giusta.

Le 5 regole d’oro per evitare fatture salate

La prima regola da seguire per evitare di pagare quello che non si deve è imparare a leggere la bolletta: il consumo si controlla verificando il costo della materia prima (che viene indicato sul contratto e deciso dal fornitore), quello della spesa per trasportare l’energia dalla centrale alle propria dimora, gli oneri di sistema ed infine verificando la lettura e la gestione del contatore. A tali costi ne vanno aggiunti degli altri ovvero le imposte come l’Iva, le accise ed il canone rai( il cui costo è di 9 euro per 10 mesi). Attenzione poi al consumo che deve essere quello effettivo ovvero quello che corrisponde al valore riportato dal contatore.

La seconda regola: l’autolettura

Il secondo suggerimento per evitare bollette salate fornito da Sostariffe.it è quello di comunicare l’autolettura. Questo perché la fattura potrebbe basarsi su un calcolo presunto di energia e non comprendere i chilowattora effettivamente impiegati.

Bisognerà quindi controllare sempre il contatore ogni 2 mesi.

In questo modo si saprà se i valori riportati in bolletta corrispondono al consumo reale. Qualora ci siano delle difformità bisognerà contattare subito il fornitore chiedendo che venga inviata una nuova bolletta nonché il rimborso delle somme versate per errore.

In molti casi i nuovi contatori della luce sono tele-gestiti ovvero letti a distanza dal fornitore. Qualora si abbia un contatore di questo tipo non si dovrà comunicare alcuna lettura perché tale dispositivo trasmetterà i dati in tempo reale ogni 15 minuti per cui le fatture saranno emesse in base ai consumi veri.

Qualora, però, si voglia leggere l’effettivo consumo, si ricorda che il contatore elettronico possiede un tasto grigio vicino al display. Premendolo verrà visualizzato il codice cliente, la potenza massima e i dati di consumo.

Chi ha ancora il vecchio contatore, invece, dovrà ricordarsi di fare la comunicazione delle cifre prima della virgola.

La terza regola e la quarta regola da seguire

La terza regola da seguire sarà quella di verificare sulla bolletta il profilo di consumo scelto insieme alla tensione della fornitura elettrica, alla potenza chiesta e all’offerta sottoscritta. Solitamente c’è distinzione tra uso domestico e non residente per cui se esso non è stato applicato correttamente bisognerà farlo presente al gestore allegando la documentazione per il profilo richiesto.

La quarta regola sarà quella di controllare che tutte le clausole del contratto siano applicate. Se ad esempio l’utente ha stipulato un contratto con tariffa monoraria e nella bolletta, invece, si ritroverà la ripartizione dei consumi (e viceversa) bisognerà comunicarlo prontamente.

La prescrizione

L’ultima regola sarà quella di prestare attenzione alla prescrizione. Si ricorda infatti che dal 2019 le bollette si prescriveranno in due anni e non in cinque: il diritto al pagamento del corrispettivo da parte del fornitore, quindi, verrà meno trascorsi 2 anni dall’emissione.

In ogni caso per risparmiare si potrebbe effettuare una comparazione online delle migliori offerte proposte dal mercato libero dato che dal 2022 quest’ultimo diventerà obbligatorio. In merito a ciò, ricordiamo che alcuni fornitori propongono offerte bloccate (costo dell’energia) per 1 anno o addirittura 2 anni.

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