Bollette luce e gas: come vengono fissati i costi e il perché dei maxi rincari

Gli aumenti delle bollette di luce e gas non danno tregua agli italiani: ecco come vengono fissati i costi e perché ci sono maxi rincari.

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Gli aumenti delle bollette di luce e gas non danno tregua agli italiani. La prima nei primi tre mesi del 2022 per una famiglia tipo che è rimasta con il mercato tutelato è salita del 131% se si prende in considerazione lo stesso periodo del 2021. Quella del gas, invece, del 94%. In questo secondo trimestre che durerà fino al 30 giugno c’è invece un lievissimo calo del 10,2% per la luce e del 10% per il gas. Nonostante questo, però, una famiglia tipo pagherà da luglio 2021 a luglio 2022 in media 948 euro per l’elettricità e 1.652 euro per il gas. Nel primo caso il rincaro è dell’83% mentre nel secondo caso del 71% rispetto ai mesi precedenti.

Aumenti bollette luce e gas: come vengono fissati i costi e il perché dei maxi rincari

I prezzi che pagano gli utenti per le bollette di luce e gas con il mercato tutelato vengono stabiliti dall’Arera. Ma in base a quali criteri? Ebbene, il prezzo della luce dipende dalle quotazioni all’ingrosso in quanto ogni tre mesi l’Autorità fa una stima. Esattamente dei costi di approvvigionamento sostenuti dagli operatori. Sulla stima base, poi, fissa il prezzo che dovranno pagare i consumatori che hanno un contratto di maggiore tutela. Per quanto riguarda l’elettricità, il solo operatore è acquirente unico. Parliamo di una società pubblica che come spiega Ilfattoquotidiano, deve acquistare l’energia alla Borsa elettrica e cederla alle imprese che la vendono al dettaglio. I prezzi, come detto, sono stabiliti dall’Arera sulla base di quelli sostenuti dall’Acquirente Unico in un trimestre. Nel caso ci siano delle differenze, esse vengono recuperate nel trimestre successivo.
Per quanto concerne il gas per chi ha il mercato tutelato, gli operatori sono maggiori ma applicano tutti il prezzo fissato dall’Arera.

L’Autorità prende poi come riferimento le quotazioni alla Borsa del gas di Amsterdam perché il mercato olandese ha molte più negoziazioni. Quindi l’Arera calcola i costi di approvvigionamento sostenuti dagli operatori sulla base delle quotazioni dei future a tre mesi sul gas al Ttf (indice) di Amsterdam.
Intanto a partire dal 1° gennaio 2023 però, salvo un ulteriore proroga, si dovrà dire addio al mercato tutelato. Tutti dovranno quindi passare al mercato libero di luce e gas. Inizierà quindi l’era della concorrenza per le forniture in quanto ogni ente potrà proporre costi differenti e diverse condizioni di servizio. L’erogazione della materia prima, invece, ovvero del gas e della luce non cambierà in quanto resterà vincolata all’azienda che possiede l’appalto sulla distribuzione.
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