Airbnb: nuove regole in Unione Europea, le proposte per salvaguardare gli affitti brevi

Come salvaguardare gli affitti brevi in Unione Europea: le proposte (nuove regole) Airbnb.

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Airbnb ha proposto e si è impegnata a sostenere le Autorità nell’applicazione di nuove regole all’interno dell’Unione Europea. Questo per combattere il fenomeno degli speculatori immobiliari e per far sì che i cittadini europei possano accogliere ospiti nelle loro case in modo più semplice.

Airbnb: nuove regole in Unione Europea, ecco la proposta

La proposta di Airbnb di nuove regole Ue sono contenute nel Piano d’azione per gli host dell’Unione Europea che l’azienda ha lanciato a metà dicembre. Lo ha fatto in risposta alla consultazione della Commissione Europea sugli affitti a breve termine. Il nuovo piano d’azione per gli host , spiega Airbnb, ha lo scopo di salvaguardare i benefici provenienti dagli affitti brevi.

Allo stesso tempo vuole fornire ai governi gli strumenti necessari per regolamentarli in modo efficace affrontando anche gli effetti negativi che potrebbero esserci mediante cinque pilastri.

I 5 pilastri Airbnb

1. Il primo pilastro è la creazione di un registro degli host dell’Unione Europea grazie al quale costoro potrebbero contare su norme eque e proporzionate. Inoltre potrebbero continuare a fornire servizi, come libertà fondamentale Ue.
2. Chiarire le regole locali e introdurre misure di salvaguardia per gli host ordinari è il secondo pilastro. Airbnb sostiene infatti che bisogna affrontare i casi di speculazione sugli affitti brevi inn quanto essi potrebbero avere degli impatti negativi sui residenti. Le amministrazioni locali dovrebbero porre un freno agli speculatori e allo stesso tempo salvaguardare gli host da restrizioni troppo eccessive.
3. Sostegno all’applicazione della legge è il terzo pilastro. Questo significa che Airbnb si impegna ad ampliare l’accesso al City Portal e allo stesso tempo si impegna a rimuovere gli alloggi che non hanno numeri di registrazione Ue.


4. Maggiore accesso ai dati è il quarto pilastro con il quale l’azienda si impegna a collaborare con i responsabili Ue per condividere i dati sugli host a livello europeo. Così le autorità sia locali che nazionali avranno a disposizione i dati necessari per garantire il rispetto della legge.
5. L’ultimo pilastro, il quinto, è il sostegno alle comunità locali. L’azienda, spiega, continuerà a collaborare con i governi e con le autorità Ue per dare il proprio sostegno a tali realtà. Per questo Airbnb amplierà il servizio di supporto al vicinato non solo per contrastare rumori molesti o comportamenti inopportuni. Anche per semplificare e automatizzare il pagamento della tassa di soggiorno che ha generato per le autorità Ue circa 315 milioni di euro.

Airbnb comunica che la maggior parte delle persone (host) affitta un alloggio per arrotondare. Le proposte fatte, quindi, aiuteranno non solo i cittadini europei a condividere le loro case per integrare il proprio reddito ma daranno anche gli strumenti necessari ai governi per contrastare gli speculatori immobiliari.
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