Addebiti non autorizzati su Postepay: ecco come richiedere il rimborso

Addebiti non autorizzati su Postepay, il problema prosegue: ecco cosa segnalano gli utenti e come richiedere il rimborso.

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Da diversi giorni continuano segnalazioni di addebiti non autorizzati sulla propria Postepay. Essi sarebbero autorizzati apparentemente da Google Pay con la medesima modalità per tutti: ci si ritrova un addebito o addebiti sulla carta di circa 4/5 euro alla volta. La cifra è esegua ma il problema è che nel corso della giornata la somma dei diversi addebiti può diventare altina. La transazione, poi, come detto, sarebbe autorizzata da Google Play che è il negozio digitale di Android, quello dal quale vengono scaricate le diverse applicazioni. Come fare allora per chiedere il rimborso?

Il problema degli addebiti su Postepay non autorizzati: ecco come richiedere il rimborso

Numerosi utenti da diversi giorni segnalano di aver ricevuto addebiti complessivi fino a 100 euro se sulla carta Postepay vi era disponibilità. Costoro non avevano mai effettuato acquisti su Google Pay e mai cliccato su e-mail, messaggi o link che avrebbero potuto reindirizzare su siti di phishing.

Sono partite quindi diverse segnalazioni su Facebook ma anche su Reddit senza riuscire a capire cosa sia accaduto. C’è chi comunica di avere 5 movimenti sospetti sulla Postepay e di non riuscire a contattare l’assistenza in quanto l’assistente virtuale non capisce il termine clonazione. Un altro utente denuncia invece diversi prelievi Google Play per un totale di circa 35 euro mai autorizzati. E ancora c’è chi denuncia movimenti sospetti di piccole cifre (4-8 euro) più le commissioni per ogni transazione fino a svuotare completamente la carta.
Le carte che hanno ricevuto addebiti, però, non sono soltanto quelle più vecchie ma anche le nuove per cui si esclude che vi sia un’intrusione informatica.

Come richiedere allora il rimborso? Innanzitutto va segnalato l’accaduto a Poste Italiane presentando anche una richiesta per ottenere ciascuno degli addebiti illegittimi.

C’è un modulo online che si può scaricare, compilare e inviare via Pec, raccomandata, fax o presso l’ufficio postale. Si ricorda che insieme al modulo se possibile andrà presentata la copia della denuncia presentata all’autorità giudiziaria. Inoltre l’estratto conto/lista movimenti evidenziando la spesa contestata. Nel caso in cui ci sia presunta contraffazione, poi, servirà anche la copia della carta contraffatta.
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