6 buoni fruttiferi postali Q/P: riconosciuto rimborso di 87 mila euro come riportato dietro tabella

La vicenda dei 6 buoni fruttiferi postali serie Q/P: riconosciuti rendimenti per gli anni dal 21° al 30° come riportato da tabella dietro al titolo per un valore complessivo di 87 mila euro in più rispetto a quanto comunicato dall'intermediario.

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Il Collegio di Torino dell’Arbitro Bancario Finanziario ha sancito il diritto di tre risparmiatori di Domodossola, cointestatari di 6 buoni fruttiferi postali della serie Q/P a riscuotere gli importi riportati dietro alla tabella del titolo. Il totale era di circa 235 mila euro mentre gli importi riconosciuti dall’intermediario erano più bassi ovvero di 148 mila euro con una differenza, quindi, di 87 mila euro. Ecco maggiori info in merito.

La vicenda dei 6 buoni fruttiferi postali

I titolari di 6 buoni fruttiferi postali della serie Q/P emessi tra il 16 luglio ed il dicembre 1987 hanno chiesto all’intermediario che fossero riconosciuti loro gli interessi riportati dietro al titolo che erano stati modificati con Decreto Ministeriale di giugno 1986 e con un timbro apposto sopra alla tabella.

L’intermediario non ha concesso ai risparmiatori quanto chiesto per cui, con l’ausilio dell’avvocato Alberto Rizzo di Bra, gli stessi si sono rivolti all’Arbitro Bancario Finanziario. Il Collegio di Torino, quindi, controllando minuziosamente i 6 buoni ha affermato la prevalenza di quanto riportato sopra ai titoli rispetto alle modifiche apportate con DM del 1986. Questo perché i timbri inseriti comunicavano soltanto gli interessi dovuti per i primi 20 anni di validità del titolo senza dire nulla di quelli da applicare per gli ultimi dieci anni.

Nuova vittoria per 6 buoni fruttiferi postali

Con la decisione del Collegio di Torino, l’intermediario è stato condannato a rimborsare ai risparmiatori, assistiti dall’avvocato Alberto Rizzo di Bra, gli interessi previsti sui propri titoli per gli ultimi 10 anni di validità dei buoni fruttiferi postali e non quelli riconosciuti inizialmente dall’intermediario. Così i risparmiatori si sono fatti riconoscere oltre 87 mila euro in più rispetto a quello che voleva riconoscere Poste.

Per l’avvocato Rizzo, specializzato in diritto postale e bancario questa decisione è importantissima per cui invita chi ha un buono emesso dopo giugno 1986 a farlo esaminare per capire se ha il diritto a farsi corrispondere un importo maggiore rispetto a quello determinato da Poste.

Il problema del momento sui buoni fruttiferi postali

In questo periodo c’è però un problema in merito alle sentenze dell’Arbitro Bancario Finanziario. Nonostante le vittorie, infatti, l’intermediario risulta essere inadempiente, ecco il link con la lista di tutti quelli che lo sono. Quando si verifica questa situazione, il risparmiatore che ha vinto il ricorso con l’Arbitro Bancario Finanziario deve attivare una nuova azione giudiziaria. Può portare coma prova la decisione dell’Abf ma non è detto che il Tribunale si allinei ad essa.

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