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Riscossione, addio contante agli sportelli dal 2027: risvolti anche per la rottamazione cartelle

Dal 2027 cambia la riscossione: stop a contanti e assegni anche per pagare le rate della rottamazione cartelle.
12 Giugno 2026
riscossione
Foto © Investireoggi

Il nuovo decreto correttivo della riforma fiscale, noto anche come decreto Omnibus, aggiunge un altro tassello al riordino del sistema tributario italiano. Il provvedimento è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2026 e rientra nel percorso di attuazione della delega fiscale. L’obiettivo è intervenire su norme già introdotte, eliminando dubbi, correggendo passaggi poco chiari e completando alcuni aspetti operativi. Tra le novità compare anche una misura che riguarda la riscossione, con effetti concreti per i pagamenti effettuati presso gli sportelli dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER).

Dal 2027 cambia la riscossione agli sportelli

La novità principale scatterà dal 1° gennaio 2027.

Da quella data, presso gli sportelli dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione non sarà più possibile usare contanti e assegni per eseguire pagamenti o ricevere rimborsi. Si tratta di un cambiamento pratico, destinato a incidere sulle abitudini di chi ancora utilizza strumenti tradizionali per regolare posizioni fiscali o contributive.

La scelta si inserisce in una linea ormai evidente: ridurre l’uso di mezzi non tracciabili e favorire modalità di pagamento più sicure, controllabili e coerenti con la trasformazione digitale della pubblica amministrazione. Il rapporto tra cittadini, imprese e amministrazione finanziaria tende quindi a spostarsi sempre di più verso strumenti elettronici e procedure verificabili.

La novità avrà effetti anche sul pagamento delle rate della rottamazione quinquies, ad esempio. Tra le modalità di pagamento rientra, infatti, anche quella diretta agli sportelli ADER (previo appuntamento). Dal 2027, per chi paga la rata in questo modo non sarà più possibile farlo con contanti o assegni.

Il ruolo del decreto Omnibus nella riforma fiscale

Il decreto correttivo della riforma fiscale (decreto Omnibus) non nasce come intervento isolato.

Fa parte del più ampio processo di attuazione della delega fiscale, cioè del percorso con cui il sistema tributario viene aggiornato e reso più coerente. In questo quadro, il decreto Omnibus svolge una funzione di manutenzione normativa: interviene dove servono chiarimenti, integrazioni o aggiustamenti rispetto a disposizioni già entrate nell’ordinamento.

Il provvedimento approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2026 contiene quindi misure diverse tra loro, ma accomunate dalla stessa finalità: rendere più ordinato il funzionamento delle regole fiscali. La misura sui pagamenti agli sportelli rientra in questa logica, perché mira a uniformare le modalità operative dell’amministrazione finanziaria a standard più moderni.

Pagamenti e rimborsi senza contanti e assegni

Dal 2027, il divieto riguarderà sia le somme versate sia quelle restituite presso gli uffici competenti. Contanti e assegni usciranno, quindi, dalla gestione diretta allo sportello. La modifica non riguarda soltanto il modo in cui il contribuente effettua un pagamento, ma anche il modo in cui l’amministrazione procede nei casi di rimborso.

Il passaggio a strumenti tracciabili consente di seguire con maggiore precisione ogni movimento di denaro. Questo aspetto assume rilievo anche sul piano della trasparenza amministrativa, perché riduce il rischio di errori, contestazioni e difficoltà di ricostruzione delle operazioni. La riscossione viene così orientata verso canali più controllabili, in linea con l’evoluzione dei servizi pubblici.

La digitalizzazione, inoltre, permette di semplificare progressivamente i rapporti tra uffici e utenti. Meno carta, meno passaggi manuali e meno strumenti fisici significano procedure più standardizzate. Il cambiamento, però, richiederà attenzione per garantire un passaggio ordinato, soprattutto per le persone meno abituate all’uso dei pagamenti elettronici.

Tracciabilità e digitalizzazione nella riscossione

La direzione indicata dal decreto è chiara: i rapporti economici con l’amministrazione finanziaria devono diventare sempre più verificabili. La tracciabilità non rappresenta solo un’esigenza tecnica, ma anche uno strumento per rafforzare la fiducia nel funzionamento del sistema fiscale.

Dal 1° gennaio 2027, dunque, chi si reca agli sportelli dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà fare riferimento a modalità diverse da contanti e assegni. Il cambiamento conferma la volontà di rendere più digitale la gestione dei rapporti con la pubblica amministrazione e di superare gradualmente le forme di pagamento meno adatte a un sistema moderno.

Nel quadro della riforma fiscale, questa misura ha un valore pratico e simbolico. Pratico, perché modifica concretamente le operazioni presso gli sportelli. Simbolico, perché mostra la volontà di costruire una riscossione più trasparente, ordinata e compatibile con gli strumenti digitali ormai centrali nella vita amministrativa del Paese.

Riassumendo

  • La riscossione cambia dal 1° gennaio 2027 presso gli sportelli fiscali.
  • Il decreto Omnibus corregge e integra la riforma fiscale.
  • Stop a contanti e assegni per pagamenti e rimborsi.
  • La misura punta su tracciabilità e strumenti digitali.
  • Le operazioni saranno più verificabili e ordinate.
  • Il cambiamento riguarda l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.