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Oggi: 14 Feb, 2026

Regime fiscale agevolato a chi trasferisce la residenza? Regime opzionale e paghi meno tasse

Trasferire la residenza in Italia porta vantaggi fiscali sui redditi prodotti all'estero, ecco come funziona il regime agevolato.
2 settimane fa
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tasse residenza Italia
Foto © Licenze Creative Commons

Da anni si legge che esistono Paesi e Stati in cui, trasferendo la propria residenza, si può vivere meglio: per il clima, per la qualità della vita, ma soprattutto per ragioni economiche e fiscali. Di recente abbiamo affrontato il caso di chi, con una pensione da 1.200 euro al mese, lasciando l’Italia riesce a ottenere vantaggi tali da mantenere un buon tenore di vita senza rinunce.

È una scelta che molti italiani compiono da tempo: trasferirsi all’estero per sfruttare un costo della vita più basso e una tassazione più favorevole, trasformando redditi o pensioni che in Italia risultano modesti in entrate decisamente più vantaggiose.

Oggi, però, facciamo il discorso opposto. Perché anche trasferire la residenza in Italia per chi oggi vive all’estero può risultare conveniente. Il paradosso è che nel 2026 chi arriva in Italia gode di agevolazioni fiscali che non sono riconosciute a chi già risiede nel Paese. Una contraddizione che spiega perché molti italiani continuino a guardare oltre confine per vivere.

Regime fiscale agevolato per chi trasferisce la residenza in Italia

Una imposta sostitutiva forfettaria applicabile a redditi fino a 300.000 euro annui è una delle principali novità introdotte dai legislatori per il 2026 a favore di chi sposta il proprio domicilio fiscale in Italia.

Dal 1° gennaio 2026, per chi trasferisce la residenza effettiva nel nostro Paese, aumenta il limite di reddito entro il quale è possibile beneficiare di questa tassazione vantaggiosa. L’unico vero vincolo è che il contribuente deve risultare residente all’estero per almeno 9 anni negli ultimi 10 precedenti al rientro.

Va precisato che il regime agevolato riguarda esclusivamente i redditi prodotti all’estero dal soggetto che trasferisce la residenza fiscale in Italia.

E non quelli generati sul territorio nazionale.

A chi si rivolge l’imposta forfettaria fino a 300.000 euro annui

Questo regime di favore non è accessibile a società, imprese o aziende, ma è riservato esclusivamente alle persone fisiche. Inoltre, l’opzione può essere esercitata per un periodo molto lungo, fino a 15 anni.

In termini pratici, e senza entrare in tecnicismi, chi produce redditi all’estero entro il limite previsto può scegliere di essere tassato con un’imposta unica e fissa. E ciò è decisamente più conveniente rispetto alle ordinarie aliquote IRPEF. Che in effetti in Italia sono progressive e articolate su tre scaglioni:

  • 23% per i redditi fino a 28.000 euro;
  • 33% per i redditi oltre 28.000 e fino a 50.000 euro;
  • 43% per i redditi superiori a 50.000 euro.

È importante ricordare che il versamento dell’imposta sostitutiva prevista dal regime opzionale avviene in un’unica soluzione. La scadenza coincide con quella ordinaria per il pagamento delle imposte sui redditi, valida per tutti i contribuenti.

Un meccanismo che rende il trasferimento della residenza in Italia particolarmente appetibile per chi ha redditi esteri elevati. E che contribuisce ad alimentare il dibattito su un sistema fiscale che, ancora una volta, sembra premiare chi arriva più di chi già c’è.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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