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Problemi con l’amianto? Ecco alcuni bonus a famiglie e imprese

Quali sono i bonus che i cittadini e le imprese possono sfruttare per rimozione e smaltimento dei manufatti in amianto.
7 Marzo 2026
bonus amianto
Foto © Pixabay

Un materiale molto utilizzato in passato per coperture degli edifici, canne fumarie e numerosi interventi edilizi è senza dubbio l’amianto. Si tratta di una sostanza largamente impiegata per le sue caratteristiche di resistenza, capacità isolante e tolleranza alle alte temperature.

Con il passare degli anni, tuttavia, è emerso con chiarezza quanto questo materiale sia estremamente pericoloso per la salute, soprattutto quando nell’aria si disperdono le sottilissime fibre e polveri che lo compongono. L’inalazione di queste particelle può provocare gravi patologie respiratorie e tumorali.

Proprio per queste ragioni l’uso dell’amianto è stato progressivamente abbandonato. Ciò non significa, però, che sia completamente scomparso: coperture in eternit, tettoie e vecchi manufatti contenenti amianto sono ancora presenti in molti edifici.

Per questo motivo continuano a essere previste misure di incentivo alla bonifica e allo smaltimento, rivolte sia ai privati cittadini sia alle imprese.

Problemi con l’amianto? Ecco alcuni bonus a famiglie e imprese

Il quadro delle agevolazioni per la rimozione dell’amianto è piuttosto ampio e riguarda sia le famiglie sia le attività produttive.

La bonifica di tettoie e manufatti contenenti amianto può rientrare, ad esempio, tra gli interventi coperti dai bonus edilizi legati alle ristrutturazioni. Il proprietario di un immobile può quindi includere queste operazioni all’interno dei lavori di ristrutturazione e beneficiare delle detrazioni fiscali previste dalla normativa.

Le spese sostenute per la bonifica dell’amianto sono infatti detraibili dai redditi, esattamente come molte altre opere di ristrutturazione edilizia.

  • Se l’intervento riguarda l’abitazione principale, è possibile recuperare il 50% della spesa sostenuta, suddiviso in 10 quote annuali nella dichiarazione dei redditi.
  • Per seconde case o altri immobili la detrazione scende al 36%, sempre ripartita in 10 anni.

È importante ricordare che il tetto massimo di spesa agevolabile è pari a 96.000 euro per unità immobiliare. Prima di avviare i lavori è quindi opportuno valutare attentamente la capienza fiscale, per verificare la reale possibilità di recuperare le somme attraverso la detrazione.

Anche il fondo perduto per le imprese: ecco di cosa si tratta

Quando si parla di agevolazioni per la rimozione dell’amianto, non bisogna considerare soltanto i costi direttamente legati allo smaltimento del materiale.

Tra le spese detraibili rientrano anche:

  • le analisi tecniche preliminari,
  • i compensi dei professionisti incaricati,
  • le spese di trasporto e smaltimento del materiale contaminato.

Accanto alle detrazioni fiscali per i privati, esiste poi un’altra misura dedicata alle imprese. Si tratta di un incentivo previsto attraverso specifici bandi INAIL, finalizzati a migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per il biennio 2025-2026, l’INAIL ha previsto contributi a fondo perduto fino al 65% delle spese sostenute per la rimozione e lo smaltimento dei manufatti contenenti amianto.

L’obiettivo è duplice: da un lato tutelare la salute dei lavoratori, dall’altro favorire la progressiva eliminazione di un materiale ancora diffuso in molte strutture produttive.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.