Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 03 Giu, 2026

Prestazioni vittime del dovere, niente Irpef sulle pensioni: regole e rimborsi

Prestazioni vittime del dovere esenti da Irpef dal 2026: cambiano le regole su pensioni, addizionali e rimborsi.
4 Maggio 2026
prestazioni vittime del dovere
Foto © Investireoggi

Dal 2026 cambia il trattamento fiscale delle pensioni riconosciute alle vittime del dovere, ai soggetti a esse equiparati e ai familiari superstiti. La novità riguarda l’esenzione da Irpef e addizionali regionali e comunali, che viene applicata in modo più ampio rispetto al passato. In pratica, le prestazioni vittime del dovere non sono più considerate agevolabili solo quando derivano direttamente dall’evento che ha dato origine allo status protetto.

Il riferimento principale resta l’art. 1, c. 211, L. n. 232/2016, norma che ha esteso a questa categoria alcune tutele fiscali già previste per vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. La lettura oggi accolta è più favorevole: il beneficio fiscale riguarda l’intero trattamento pensionistico spettante al soggetto interessato, senza richiedere un collegamento specifico tra pensione ed evento dannoso.

Prestazioni vittime del dovere: il nuovo criterio fiscale per pensioni e superstiti

Il punto centrale è il superamento del vecchio limite interpretativo. In passato, l’esenzione veniva riconosciuta solo per le pensioni ritenute collegate alla causa che aveva determinato il riconoscimento dello status. Ora, invece, le prestazioni vittime del dovere godono dell’esenzione IRPEF anche quando si tratta di trattamenti pensionistici ordinari o già in pagamento.

Questo principio vale per le pensioni dirette e per quelle spettanti ai familiari superstiti. La tutela, quindi, non si ferma al titolare originario, ma si estende anche ai familiari che ricevono un trattamento pensionistico collegato alla posizione del soggetto deceduto. La misura si applica sia alle pensioni di nuova liquidazione sia a quelle già erogate.

La svolta nasce dall’allineamento dell’ente previdenziale agli orientamenti della Corte di Cassazione. Tra i riferimenti rilevanti rientrano Cassazione n.

15121/2024 e Cassazione Ordinanza n. 4873/2025, che hanno escluso la necessità di un rapporto diretto tra pensione e fatto lesivo. Anche l’Agenzia delle Entrate, con Risoluzione n. 68/2025, ha accolto questa impostazione, invitando a una lettura più ampia del beneficio.

Decorrenza, rimborsi e anni precedenti

L’applicazione automatica parte dal periodo d’imposta 2026. Da tale anno, l’ente previdenziale opera come sostituto d’imposta e riconosce l’esenzione sulle prestazioni vittime del dovere a partire dal primo pagamento utile. Questo significa che non devono essere trattenute Irpef e addizionali sui trattamenti rientranti nel beneficio.

Per i ratei già pagati nel 2026 con trattenute fiscali, è previsto il recupero delle somme non dovute. Il rimborso riguarda le ritenute operate dall’inizio dell’anno, così da rendere uniforme il trattamento fiscale per tutto il periodo d’imposta.

Diverso è il discorso per gli anni precedenti al 2026. Per quei periodi, il recupero non avviene in modo automatico tramite pensione. Gli interessati devono seguire le regole ordinarie e presentare istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate. La richiesta deve rispettare termini e procedure previste per i rimborsi fiscali, con la documentazione utile a dimostrare il diritto all’agevolazione.

Le prestazioni vittime del dovere assumono così una tutela fiscale più coerente con la finalità della legge: garantire un sostegno effettivo a chi ha subito conseguenze nello svolgimento di attività al servizio dello Stato o della collettività.

Prestazioni vittime del dovere: effetti pratici per i pensionati

Gli effetti concreti sono importanti. Le prestazioni vittime del dovere diventano più leggere dal punto di vista fiscale, perché l’importo lordo non subisce il prelievo Irpef né le relative addizionali. Ne deriva un aumento del netto percepito, variabile in base alla pensione e alla situazione fiscale individuale.

La nuova impostazione riduce anche il contenzioso. La precedente distinzione tra pensioni collegate e non collegate all’evento aveva creato dubbi e differenze di trattamento. Con il nuovo criterio, le prestazioni vittime del dovere seguono una regola più semplice: l’esenzione spetta per tutti i trattamenti pensionistici riconosciuti ai soggetti rientranti nella categoria tutelata.

Resta però fondamentale distinguere tra il 2026 e gli anni passati. Dal 2026 l’applicazione avviene direttamente sulla pensione; per i periodi precedenti serve invece un’iniziativa del contribuente presso l’Amministrazione finanziaria. In sintesi, le prestazioni vittime del dovere ricevono una protezione fiscale piena, fondata su art. 1, c. 211, L. n. 232/2016, giurisprudenza di legittimità e prassi fiscale aggiornata.

Riassumendo

  • Le prestazioni vittime del dovere sono esenti da Irpef dal 2026.
  • L’esenzione riguarda anche addizionali regionali e comunali.
  • Il beneficio vale per tutti i trattamenti pensionistici riconosciuti.
  • Non serve più il collegamento diretto con l’evento lesivo.
  • I rimborsi 2026 sono gestiti direttamente dall’ente previdenziale.
  • Per anni precedenti serve istanza all’Agenzia delle Entrate.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

Pensioni e riscatto
Articolo precedente

Niente pensione a 64 anni per chi commette un grave e inconsapevole errore

Selezione del capitale umano come leva strategica
Articolo seguente

Il capitale umano come leva strategica: la selezione del personale nel 2026