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Oggi: 10 Giu, 2026

Premi produttività, arriva il chiarimento: il tetto da 5.000 euro vale anche nel welfare

Il chiarimento sui premi produttività apre al maxi vantaggio fiscale: 5.000 euro anche per chi sceglie il welfare aziendale.
10 Giugno 2026
premi produttività
Foto © Investireoggi

I premi produttività ai lavoratori dipendenti del settore privato sono al centro dei chiarimenti forniti dall’Agenzia Entrate con la Risoluzione n. 22/E del 9 giugno 2026.

Ricordiamo che la Legge di bilancio 2026 ha rafforzato il regime agevolato già previsto dalla legge n. 208 del 2015, intervenendo su due aspetti molto concreti: riduzione dell’imposta sostitutiva e aumento della soglia massima ammessa al trattamento di favore. Il chiarimento arrivato dall’Amministrazione finanziaria consente di comprendere meglio anche il rapporto tra somme pagate in denaro e conversione in welfare aziendale.

Premi produttività: dal 2026 tassazione più leggera

Per gli anni 2026 e 2027, l’imposta sostitutiva applicata ai compensi collegati a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione scende all’1%.

Si tratta di un prelievo molto ridotto, che sostituisce Irpef e addizionali regionali e comunali.

La novità riguarda i lavoratori dipendenti del settore privato, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa. La disciplina di partenza resta quella contenuta nell’articolo 1, commi da 182 a 189, della legge n. 208/2015, cioè la legge di stabilità 2016.

Oltre al taglio dell’aliquota, aumenta anche il tetto agevolabile. Per il biennio 2026-2027 il limite passa a 5.000 euro. In pratica, entro questa soglia, le somme riconosciute possono beneficiare del prelievo sostitutivo all’1%, se risultano rispettati i requisiti richiesti.

Il confronto con le regole precedenti

Il regime agevolato non nasce nel 2026. La legge n. 208/2015 (legge bilancio 2016) aveva previsto una tassazione sostitutiva del 10%, entro limiti più contenuti. Negli anni successivi il legislatore è intervenuto più volte, modificando sia la percentuale dell’imposta sia gli importi massimi ammessi al beneficio.

Nel 2025, ad esempio, l’aliquota era pari al 5% e il limite ordinario era di 3.000 euro, con possibilità di arrivare a 4.000 euro in presenza di specifiche forme di coinvolgimento dei dipendenti nell’organizzazione del lavoro.

Per la partecipazione agli utili era prevista una soglia diversa, pari a 5.000 euro.

Dal 2026 il quadro viene semplificato e potenziato. La soglia di 5.000 euro viene riferita sia ai compensi legati ai risultati sia alla partecipazione agli utili dell’impresa. Dal 2028, salvo ulteriori interventi, il sistema dovrebbe tornare alla misura ordinaria del 10%, con limiti più bassi.

Welfare aziendale e scelta del lavoratore

Un punto importante riguarda la possibilità di trasformare, in tutto o in parte, il premio in beni e servizi di welfare aziendale. Il riferimento normativo è l’articolo 1, comma 184, della legge n. 208/2015. Tale disposizione consente al dipendente di scegliere, quando previsto dagli accordi, tra pagamento in denaro e utilità (benefit) rientranti nell’articolo 51 del Tuir.

Il dubbio chiarito dal fisco nasceva dal fatto che la Legge di bilancio 2026 richiama in modo espresso il comma 182, senza citare direttamente il comma 184. La questione è rilevante perché dal coordinamento tra queste norme dipende l’applicazione del nuovo tetto di 5.000 euro anche in caso di conversione in welfare.

L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 22/E/2026, ha adottato una lettura coordinata delle disposizioni. Secondo questa impostazione, la disciplina deve essere considerata in modo unitario. Di conseguenza, il nuovo limite vale anche quando il dipendente sceglie benefit aziendali al posto della somma monetaria.

Premi produttività e limite di 5.000 euro anche per i benefit

Il chiarimento è favorevole perché conferma che i premi produttività convertiti in welfare possono rientrare nel nuovo tetto di 5.000 euro. Naturalmente, resta necessario rispettare le condizioni previste dall’articolo 51 del Tuir, che disciplina il trattamento fiscale di beni, servizi e altre utilità riconosciute al dipendente.

In concreto, il datore di lavoro potrà gestire i premi produttività secondo le regole degli accordi aziendali o territoriali, lasciando spazio alla scelta tra denaro e welfare, quando questa opzione è prevista. La convenienza fiscale può essere rilevante, perché i benefit ammessi non concorrono alla formazione del reddito nei limiti stabiliti dalla legge.

La risoluzione conferma anche la validità, per quanto compatibili, delle istruzioni già fornite in passato dall’amministrazione finanziaria. Per imprese e consulenti del lavoro diventa quindi essenziale verificare contratti, accordi e requisiti sostanziali. I premi produttività non sono un’erogazione libera e generica, ma devono collegarsi a risultati misurabili e documentabili.

Per il biennio 2026-2027, la combinazione tra imposta all’1% e soglia di 5.000 euro rende i premi produttività uno strumento particolarmente interessante. L’obiettivo è favorire una maggiore partecipazione dei lavoratori ai risultati aziendali, con un vantaggio fiscale chiaro sia nella forma monetaria sia, dove ammesso, attraverso il welfare.

Riassumendo

  • I premi produttività avranno tassazione agevolata all’1% nel biennio 2026-2027.
  • Il limite massimo agevolabile sale da 3.000 a 5.000 euro.
  • La misura riguarda i lavoratori dipendenti del settore privato.
  • Il beneficio vale anche per la partecipazione agli utili aziendali.
  • Il premio può essere convertito in welfare aziendale, se previsto dagli accordi.
  • L’Agenzia conferma l’applicazione del nuovo tetto anche ai benefit.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.