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Pensioni: ecco le nuove combinazioni 2027, cosa cambia per i nati dal 1960 al 1963

Ecco le nuove combinazioni per andare in pensione e come funzionano le novità sui requisiti per i nati tra il 1960 ed il 1963.
20 Maggio 2026
pensione di vecchiaia
Foto © Licenza Creative Commons

Il sistema previdenziale italiano è strutturato in modo particolarmente complesso.

Da un lato esistono le misure ordinarie, cioè quelle stabilmente presenti nel sistema, anche se con requisiti destinati a cambiare nel tempo a causa del meccanismo collegato all’aspettativa di vita. Dall’altro lato ci sono invece le cosiddette misure in deroga, spesso temporanee, soggette a continue modifiche e non sempre accessibili a tutti i lavoratori.

A prescindere dalla misura scelta, una cosa resta però costante: per andare in pensione è quasi sempre necessario raggiungere una doppia soglia, cioè:

  • un requisito anagrafico;
  • e un requisito contributivo.

Dal 2027 queste combinazioni cambieranno ancora, con effetti particolarmente pesanti soprattutto per i nati tra il 1960 e il 1963.

Pensione di vecchiaia e combinazione 67+20

La pensione di vecchiaia resta la misura principale del sistema previdenziale italiano.

Per ottenerla occorre raggiungere:

  • l’età pensionabile prevista;
  • e almeno 20 anni di contributi.

Oggi la combinazione valida è:

  • 67 anni di età + 20 anni di contributi.

Nel 2026 potranno andare in pensione di vecchiaia i nati nel 1959. Dal 2027, invece, toccherà ai nati nel 1960. Ed è proprio questa generazione la prima a subire il nuovo aumento legato all’aspettativa di vita.

Dal 2027 servirà un mese in più

Dal prossimo primo gennaio non basteranno più:

  • 67 anni di età;
  • e 20 anni di contributi.

Servirà infatti:

  • 67 anni e un mese di età;
  • sempre con almeno 20 anni di versamenti.

L’aumento è stato ormai confermato dalla legge di Bilancio già entrata in vigore.

E, guardando il quadro generale, i nati nel 1960 possono quasi considerarsi fortunati. Perché per i nati nel 1961, cioè per chi maturerà i requisiti nel 2028, la situazione sarà ancora più penalizzante.

Nel 2028 scattano i tre mesi aggiuntivi

Dal 2028 l’età pensionabile salirà infatti a:

  • 67 anni e 3 mesi.

Un incremento molto più pesante rispetto al semplice mese previsto nel 2027.

Inizialmente questi tre mesi dovevano addirittura scattare già dal 2027, ma il governo ha scelto di spalmarli in due fasi:

  • un mese nel 2027;
  • altri due mesi nel 2028.

Pensione anticipata contributiva: cambia tutto per i nati nel 1963

Gli aumenti non riguarderanno soltanto la pensione di vecchiaia.

Anche la pensione anticipata contributiva subirà lo stesso meccanismo di inasprimento.

Parliamo della misura destinata ai cosiddetti:

  • contributivi puri,
    cioè ai lavoratori senza contributi versati prima del 31 dicembre 1995.

Oggi questa pensione si centra con:

  • 64 anni di età;
  • e 20 anni di contributi.

La formula attuale è quindi:

  • 64+20.

Dal 2027 servirà più età anche per l’anticipata contributiva

Dal 2027 anche questa misura richiederà:

  • un mese in più di età.

Si passerà quindi a:

  • 64 anni e un mese.

Dal 2028, invece:

  • serviranno 64 anni e 3 mesi.

Restano invece invariati:

  • i 20 anni minimi di contributi;
  • e il divieto di utilizzare i figurativi da disoccupazione e malattia per raggiungere tale soglia.

Il problema dell’importo minimo della pensione

La pensione anticipata contributiva presenta però anche un altro grande ostacolo:

  • l’importo minimo della pensione da raggiungere.

Per poter uscire con questa misura, infatti, il trattamento maturato deve essere almeno pari a:

  • 3 volte l’assegno sociale.

Una soglia molto elevata che continua a rappresentare il principale limite per molti lavoratori.

Le agevolazioni per le madri

Per le lavoratrici madri la normativa resta più favorevole. La soglia minima richiesta scende infatti:

  • a 2,8 volte l’assegno sociale con un figlio;
  • oppure a 2,6 volte con due o più figli.

Uno sconto importante che continua a rendere questa misura più accessibile per molte donne.

Perché nel 2027 sarà ancora più difficile

Il problema è che l’assegno sociale viene rivalutato ogni anno. E, aumentando l’assegno sociale, aumenta automaticamente anche la pensione minima necessaria per poter uscire a 64 anni. Fino al 2025 bastava maturare una pensione di circa 1.616 euro al mese.

Nel 2026 la soglia è già salita a circa 1.638 euro mensili.

Nel 2027, secondo le stime attuali, sarà probabilmente necessario superare i 1.660 euro al mese.

E questo renderà la pensione anticipata contributiva ancora più difficile da raggiungere per moltissimi contribuenti.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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