Alla fine dopo tutto quello che si è detto e che si continua a dire sulle pensioni, con gli inasprimenti dei requisiti futuri, una cosa da chiarire è il come sarà possibile andare in pensione nel 2026 con la pensione anticipata contributiva. Perché è una misura che permette di andare in quiescenza a 64 anni di età con una carriera identica a quella delle pensioni di vecchiaia a 67 anni. DI essere favorevole come canale di uscita, nessun dubbio. Ma è una misura che ha dei perimetri ben circoscritti e che non riguarda l’intera generalità dei lavoratori. Inoltre, è una misura su cui è necessario chiarire alcuni aspetti perché sono tanti lettori che ci scrivono, come fa la lettrice del quesito di oggi, manifestando dubbi e perplessità.
“Buongiorno, mi chiamo Clara e sono una cassiera di una grande catena di supermercati. Oggi sono arrivata a 64 anni di età compiuti da pochi giorni e mi chiedevo se alla luce dei miei 23 anni di contributi versati potevo sfruttare la pensione anticipata contributiva. Da quando ho capito è una misura che riguarda solo coloro i quali hanno iniziato a versare i contributi dopo il 31 dicembre 1995. Ed io effettivamente ho iniziato a versare solo dal 2000. Il problema che non riesco a comprendere è il calcolo della pensione per arrivare agli importi minimi che nel mio caso dovrebbero essere pari a 2,8 volte l’assegno sociale dal momento che ho avuto un solo figlio durante la mia vita. Come faccio a capire se posso entrare o meno in questa particolare misura previdenziale?”
Pensioni a 64 nel 2026, la guida, le agevolazioni e chi può uscire con 20 anni di contributi
Lo ha detto anche la nostra lettrice che parlando della pensione anticipata contributiva parliamo di una pensione particolare.
In effetti è una misura che ha delle particolari regole che sarebbe meglio capire. Soprattutto dal punto di vista del calcolo degli importi.
Proprio perché riguarda soggetti il cui primo accredito di contributi è successivo al 1995, siamo di fronte ad una prestazione che ha nel suo calcolo contributivo l’unico disponibile e questo è anche un limite alle possibilità di accedere alla misura.
Come tutti sanno, serve arrivare ad un importo non inferiore a 3 volte l’assegno sociale per tutti gli uomini e per tutte le donne se queste non sono diventate madri nella loro vita. Oppure basta arrivare a 2,6 volte l’assegno sociale per le donne con due o più figli avuti e 2,8 volte per le donne con un solo figlio.
Calcolo della pensione a 64 anni, ecco come funziona il meccanismo contributivo
Il calcolo contributivo è già di per sé penalizzante. Perché fa liquidare la pensione solo in base ai contributi versati ed accumulati dentro quel contenitore che si chiama montante contributivo. E nel sistema contributivo non valgono maggiorazioni, integrazioni e cifre aggiuntive.
In parole povere, anche se forse è duro dirlo con queste parole, un lavoratore si prende la pensione che ha meritato versando contribuiti. Molto più semplice far lievitare la pensione nel sistema retributivo, dove bastavano stipendi elevati sul finire della carriera per monetizzare al massimo la pensione.
Le lavoratrici sono avvantaggiate, ma attenti alle varie possibilità
Proprio alla luce di tutto quanto detto è evidente che diventa una sorta di Everest da scalare arrivare a prendere con 20 anni o poco più, una pensione alta come quella che serve. Poi però va anche detto che la misura permette di andare in pensione anche prima dei 64 anni.
Sfruttando gli ulteriori vantaggi che i figli danno alle lavoratrici che li hanno avuti, oltre al taglio dell’importo minimo della pensione da centrare e di cui parlavamo prima. In premessa abbiamo detto che è una misura su cui occorre chiarire diversi aspetti. Ed uno di questi è proprio la possibilità di uscire prima dei 64 anni riservata alle lavoratrici.
Prima esci meno prendi, e così può saltare la pensione a 64 anni di età
Un figlio avuto vale 4 mesi in meno sui 64 anni di età. Due figli ne valgono 8 in meno e tre figli ne valgono 12. Chi invece ha avuto più di tre figli, gode del vantaggio massimo di 16 mesi che tradotto in termini pratici significa poter uscire a 62 anni e 8 mesi. Sempre però raggiungendo gli importi delle pensioni prima citati. Importi penalizzati ulteriormente dalle uscite anticipate.
Perché sempre nel sistema contributivo, il calcolo della pensione è tanto più sfavorevole quanto più giovani si esce. E nel caso delle lavoratrici madri, uscire prima significa prendere una pensione più bassa. Il rovescio della medaglia però c’è. Infatti, uscendo a 64 anni di età senza sfruttare il vantaggio dei mesi in meno dovuti ai figli, si può chiedere all’INPS un calcolo più favorevole.
Perché per le donne che hanno avuto uno o due figli, il calcolo della pensione a 64 anni è fatto con il coefficiente dei 65 anni, cioè migliore. Significa una pensione calcolata meglio e quindi più facilmente può arrivare alle soglie prima citate. La nostra lettrice uscendo a 64 anni potrebbe spuntare un calcolo come se la sua età fosse pari a 65 anni. Se i figli invece sono più di due, il coefficiente migliora ancora, e si usa quello dei 66 anni.