Con la pubblicazione delle ultime bozze dei modelli dichiarativi, la stagione relativa al periodo d’imposta 2025 entra nella fase decisiva: l’Agenzia delle Entrate ha diffuso schemi e istruzioni aggiornate a fine gennaio 2026, completando il percorso iniziato nei mesi precedenti. I modelli interessati coprono l’intero “pacchetto” dichiarativo (730, Redditi Persone fisiche, Società di persone, Società di capitali ed Enti non commerciali, IRAP, 770 e CNM), con un’attenzione particolare alle novità introdotte dalla legge di Bilancio e dai provvedimenti intervenuti nel 2025.
Una scelta pratica riguarda anche l’organizzazione delle istruzioni: alcune tabelle, prima collocate nei singoli modelli Redditi SP, SC ed ENC, vengono ricondotte nelle “Istruzioni generali” per rendere più lineare la consultazione.
Dichiarazioni fiscali 2026: riserve
Ricordando che l’Agenzia Entrate ha già pubblicato in versione definitiva il Modello CU 2026 e il Modello IVA 2026, tra gli interventi di maggior impatto sugli aggiornamenti delle bozze degli altri dichiarativi fiscali 2026 per chi produce reddito d’impresa spicca l’affrancamento straordinario di saldi attivi, riserve e fondi in sospensione d’imposta.
La gestione passa dalla sezione VII-B del quadro RQ e riguarda poste presenti nel bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2024 e ancora esistenti al termine dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, secondo quanto previsto dall’art. 14 del d.lgs. 13 dicembre 2024, n. 192 e dall’art. 1, commi 44 e 45, della legge 30 dicembre 2025, n. 199.
Concordato e IRES premiale
Sul concordato preventivo biennale, le istruzioni recepiscono l’introduzione della nuova casella “comma 1-bis” nel rigo CP1 e la gestione dell’imposta sostitutiva collegata ai soggetti che hanno aderito al biennio 2025-2026 (art. 20-bis, comma 1-bis, d.lgs. 12 febbraio 2024, n. 13; art. 8, d.lgs. 12 giugno 2025, n. 81).
Nei righi CP3-CP5 trova spazio anche l’eventuale quota di imponibile “per trasparenza” da assoggettare all’aliquota sostitutiva; inoltre, tra i componenti che non concorrono al reddito oggetto di concordato entra la maggiorazione del costo del lavoro per nuove assunzioni (art. 13, comma 1, lett. a) e b), d.lgs. 12 giugno 2025, n. 81). In questo quadro, le dichiarazioni fiscali 2026 diventano un passaggio chiave per allineare correttamente opzioni, quote e cause di esclusione/cessazione (art. 9, d.lgs. 12 giugno 2025, n. 81).
Da monitorare anche la cosiddetta “IRES premiale”: per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2024 è prevista, al ricorrere delle condizioni, la riduzione dell’aliquota dal 24% al 20% (art. 1, commi 436-444, legge 30 dicembre 2024, n. 207). Qui le dichiarazioni fiscali 2026 assumono rilievo operativo perché l’agevolazione viene gestita già dal frontespizio e da più quadri reddituali.
Cripto-attività, ibridi, crisi d’impresa e altre novità operative
Sul fronte finanziario, le plusvalenze da cripto-attività trovano nuove sezioni dedicate nel quadro RT. È prevista un’imposta sostitutiva del 33% sulle plusvalenze e altri proventi realizzati dal 1° gennaio 2026 (art. 67, comma 1, lett. c-sexies, TUIR; art. 1, comma 24, legge 30 dicembre 2024, n. 207). Per i token di moneta elettronica denominati in euro, dal 1° gennaio 2026 l’aliquota indicata è del 26% (art. 1, comma 28, legge 30 dicembre 2025, n. 199). In pratica, le dichiarazioni fiscali 2026 richiederanno attenzione nella ricostruzione dei proventi e nell’inquadramento del corretto perimetro impositivo.
Nel quadro RS compare un prospetto per comunicare la predisposizione della documentazione sui disallineamenti da ibridi (art. 4 del DM MEF 6 dicembre 2024; art. 61, d.lgs. 27 dicembre 2023, n. 209). Sempre in ottica di semplificazione, viene eliminata la sezione del quadro RQ legata all’imposta sostitutiva sulle esistenze iniziali dei beni (art. 1, commi 78-85, legge 30 dicembre 2023, n. 213).
Le istruzioni richiamano anche integrazioni sulla disciplina della crisi d’impresa (art. 88, comma 4-ter, TUIR) con riferimento agli strumenti del Codice della crisi (d.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14: artt. 56, 57, 60, 61 e 64-bis) e agli interventi del d.lgs. 4 dicembre 2025, n. 186.
Cosa monitorare nelle dichiarazioni fiscali 2026
Tra le scadenze “di contenuto” spiccano l’assegnazione agevolata di beni ai soci o la cessione di immobili e beni mobili registrati non strumentali: è prevista un’imposta sostitutiva dell’8% (10,5% per società non operative) sulla differenza tra valore normale e costo fiscale, con termine entro il 30 settembre 2026; la disciplina riguarda anche trasformazioni in società semplici entro la stessa data (art. 1, commi 35-40, legge 30 dicembre 2025, n. 199).
Inoltre, entrano codici e regole per l’iper-ammortamento legato a investimenti in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale e all’energia rinnovabile, effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 (art. 1, commi 427-436, legge 30 dicembre 2025, n. 199), e per la rateizzazione delle plusvalenze su beni strumentali (art. 86, comma 4, TUIR; art. 1, commi 42-43, legge 30 dicembre 2025, n. 199).
I bonus edilizi nella dichiarazioni fiscali 2026
Chiude il quadro la rivalutazione delle partecipazioni: l’imposta sostitutiva per la rideterminazione del costo fiscale passa dal 18% al 21% dal 1° gennaio 2026 (art. 5, comma 2, legge n. 448/2001; art. 1, comma 144, legge 30 dicembre 2025, n. 199), e la detrazione del 36% per spese 2026 di Ecobonus e Sismabonus (art. 1, comma 22, lett. a) e b), legge 30 dicembre 2025, n. 199).
In sintesi, le dichiarazioni fiscali 2026 richiedono un controllo puntuale di opzioni, aliquote e nuovi righi, per evitare errori che nascono spesso da dettagli apparentemente “di forma”
Riassumendo
- Pubblicate le bozze dei modelli dichiarativi 2026 con istruzioni riorganizzate e calendario aggiornato.
- Novità per imprese: affrancamento riserve, concordato biennale e introduzione dell’IRES premiale.
- Gestione fiscale aggiornata per cripto-attività e nuovi obblighi sui disallineamenti da ibridi.
- Semplificazioni e chiarimenti sulla crisi d’impresa e sull’eliminazione di alcune imposte sostitutive.
- Assegnazioni agevolate ai soci e trasformazioni con imposta sostitutiva entro settembre 2026.
- Rivalutazioni, iper-ammortamenti e bonus edilizi rendono centrali le dichiarazioni fiscali 2026.