Andare in pensione a 67 anni è ciò che si può fare con la pensione di vecchiaia. Ma la regola generale che riguarda tutti i contribuenti cambia se il contribuente ha versamenti solo successivi al 31 dicembre 1995. Perché in effetti le regole per i contributivi puri differiscono rispetto a chi invece rientra nel sistema misto. Molti lettori si trovano a non comprendere bene la verità su questo genere di contribuzione. Ecco un quadro dettagliato delle possibilità che ci sono per uscire a 64 anni, a 67 anni oppure a 71 anni.
“Salve, avevo un quesito da porvi. Come mai se l’età pensionabile è a 67 anni a mia madre che ne ha appena compiuti 68, continuano a dire che la sua età di uscita è a 71? Eppure, ha versato 20 anni di contributi e forse pure qualcosa in più.
Ci sono mie conoscenti che sono andate in pensione a 64 anni con 20 anni di contributi. Perché mia madre no?”
Pensioni a 64 anni, a 67 anni o a 71 anni, il 2026 l’anno di uscita
Nel 2026 le regole per le pensioni di vecchiaia non sono variate. L’aumento di 3 mesi che si inizierà a verificare per via dell’aspettativa di vita, partirà dal 2027. Oggi quindi 67 anni resta l’età pensionabile per la quiescenza di vecchiaia. Restano fisse per il 2026 anche le regole per i contribuenti che vantano una carriera esclusivamente dopo il 31 dicembre 1995.
Regole che differenziano questi soggetti da tutti gli altri. Pensione di vecchiaia, pensione anticipata contributiva e pensione di vecchiaia contributiva sono misure che si applicano solo a loro a determinate condizioni. Per loro queste misure producono alcuni vantaggi, ma anche alcuni svantaggi.
Ecco il quadro dettagliato delle tre misure che sono destinate ai contributivi puri come vengono definiti coloro che si sono iscritti alla previdenza obbligatoria versando il loro primo contributo, dopo l’entrata in vigore della famosa riforma delle pensioni di Lamberto Dini.
Pensione di vecchiaia per chi non ha versamenti prima del 1996
Il soggetto privo di contributi al 31 dicembre 1996 non può accedere alla pensione di vecchiaia come invece vi accedono quelli che hanno cominciato a versare prima. A dire il vero non cambiano i requisiti che per il 2026 a livello generale fissano i limiti alla solita combinazione di 67 anni come età anagrafica e 20 anni come età contributiva. Per chi si trova con una iscrizione alla previdenza obbligatoria successiva al 31 dicembre 1995, c’è l’importo minimo della pensione da centrare.
Che non deve essere inferiore all’importo dell’assegno sociale valido nello stesso anno di richiesta della pensione. Nel 2026 l’assegno sociale è pari a 546,23 euro al mese. Chi non arriva a prendere una pensione pari almeno a quell’importo, a 67 anni non ci può andare. Va detto che in ogni caso per le pensioni contributive non ci sono maggiorazioni, integrazioni al minimo e cifre aggiuntive di nessun genere. E questo rende ancora più complicato arrivare ad una somma pari, come detto, a 546,23 euro al mese.
Pensione anticipata contributiva 2026, ecco le regole per i nuovi iscritti
Quello citato nel paragrafo precedente è un esempio di svantaggio che il sistema contributivo fa subire a chi non ha versamenti antecedenti il 1996.
Ma come detto prima, a degli evidenti svantaggi ci sono anche dei notevoli vantaggi. Limitati però a chi ha una carriera lavorativa che ha garantito loro degli stipendi rilevanti. Perché se si raggiunge una pensione di importo abbastanza rilevante, c’è per loro la possibilità di uscire a 64 anni di età. E sempre con i 20 anni di versamenti minimi da completare.
La misura si chiama pensione anticipata contributiva. Che permette ai nuovi iscritti di accedere alla pensione senza dover arrivare a 67 anni ma uscendo 3 anni prima. L’importante è arrivare a prendere una pensione non inferiore a 3 volte l’assegno sociale. Oppure nel caso di lavoratrici con figli, a 2,8 e 2,6 volte l’assegno sociale rispettivamente per quelle che hanno avuto un solo figlio o più figli. Si tratta di pensioni da 1.638,69 euro al mese quindi per tutti gli uomini e per le donne senza figli. Oppure pensioni da 1.529,45 euro al mese per le lavoratrici con un solo figlio avuto e pensioni da 1.420,20 euro al mese per quelle che hanno avuto almeno 2 figli.
Alla fine, la pensione può arrivare solo a 71 anni di età anagrafica
Limiti di importo per la pensione di vecchiaia a 67 anni e pure per la pensione anticipata contributiva a 64 anni. Questa la sorte che tocca a soggetti privi di anzianità al 31 dicembre 1995. Ma una volta arrivati a 71 anni di età vengono meno questi vincoli. E si può andare in pensione, comunque, anche se la pensione è bassa e anche se i versamenti contributivi accumulati sono pari a soli 5 anni. Perché per le pensioni di vecchiaia contributive la combinazione valida è 71+5. Una cosa questa che va interpretata come un vantaggio visto che per chi ha versamenti prima del 1996, la pensione di vecchiaia non può essere percepita senza i 20 anni di versamenti minimi nemmeno a 71 anni.