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Pensione per i nati nel 1962: la strada per uscire nel 2026 e tutti i requisiti

Per alcuni nati nel 1962 la pensione può arrivare anche subito nel 2026, basta raggiungere anche un determinato importo minimo.
4 Marzo 2026
debiti INPS
Foto © Investireoggi

Un vero unicum previdenziale: per alcuni lavoratori nati nel 1962 esiste la possibilità concreta di andare in pensione già nel 2026 con “soli” 20 anni di contributi. Non è un’opportunità per tutti, ma per chi rientra nei requisiti della pensione anticipata contributiva può rappresentare una soluzione decisiva.

“Gentili esperti, sono un lavoratore nato nel 1962 e volevo dei chiarimenti sulla pensione a 64 anni. Mi riferisco alla pensione anticipata contributiva visto che non ho altre chance, avendo 21 anni di contributi versati. Come funziona la prestazione? Vorrei vedere se riesco anch’io ad entrare.”

Pensione per i nati nel 1962: la strada per uscire nel 2026 e tutti i requisiti

Chi è nato nel 1962 compie 64 anni nel 2026.

E proprio a 64 anni si può accedere alla pensione anticipata contributiva, a condizione che siano rispettati requisiti molto precisi.

I requisiti sono tre:

  • 64 anni di età
  • almeno 20 anni di contributi versati
  • primo contributo accreditato dopo il 31 dicembre 1995 (quindi essere “contributivi puri”, salvo rare eccezioni di cumulo nella Gestione Separata)

Fin qui, la soglia contributiva può sembrare accessibile. Ma il vero ostacolo è un altro: l’importo minimo della pensione.

Per ottenere questa misura, infatti, il trattamento deve essere liquidato in misura non inferiore a 3 volte l’Assegno Sociale.

Come rientrare nei severi limiti di importo dei trattamenti

Qui si comprende cosa si intende per contributi “ricchi”. Non basta aver versato 20 o 21 anni: occorre che il montante contributivo generi una pensione sufficientemente elevata.

Nel 2026 l’Assegno Sociale è pari a circa 546 euro mensili. Tre volte tale importo significa dover raggiungere una pensione lorda di circa 1.638 euro al mese.

Se la pensione teorica è inferiore a questa soglia, l’uscita a 64 anni non è consentita.

In tal caso bisognerà attendere:

  • i 67 anni per la pensione di vecchiaia ordinaria (con almeno 20 anni di contributi e senza vincolo delle 3 volte l’assegno sociale),
    oppure
  • i 71 anni per la vecchiaia contributiva con almeno 5 anni di versamenti.

Per le donne nate nel 1962 esiste una soglia più favorevole in presenza di figli:

  • con un figlio, l’importo minimo richiesto scende a 2,8 volte l’Assegno Sociale;
  • con due o più figli, la soglia si abbassa ulteriormente a 2,6 volte l’Assegno Sociale.

Questo significa che la pensione richiesta può essere sensibilmente più bassa rispetto ai 1.638 euro previsti per gli uomini o per le donne senza figli.

In definitiva, per i nati nel 1962 la possibilità di uscire nel 2026 con 64 anni esiste davvero, ma è fortemente condizionata dal valore dei contributi versati.

La carriera può essere relativamente breve — 20 o 21 anni — ma deve essere stata caratterizzata da retribuzioni elevate e continuità contributiva, tali da generare un assegno consistente.

In caso contrario, la pensione anticipata contributiva resta una possibilità teorica, ma non concretamente raggiungibile.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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