L’assegno sociale sembra una normale pensione ma, in realtà, non lo è. Infatti è una prestazione che di previdenziale non ha nulla: è collegata esclusivamente al possesso di determinati requisiti anagrafici e reddituali. In genere spetta a chi non matura il diritto a una pensione, perché non ha contributi versati oppure ne ha meno dei 20 anni previsti. Il requisito reddituale, per i coniugati, è cumulativo: significa che bisogna considerare anche i redditi del coniuge. Ed è proprio questo che apre al discorso sul meccanismo che consente a una coppia di coniugi di sfruttare insieme pensione e assegno sociale.
Pensione e assegno sociale insieme, ecco come
In genere una coppia di coniugi, dal punto di vista previdenziale, può percepire ognuno la propria pensione.
Se il marito matura i requisiti per la sua pensione e la moglie matura il diritto alla propria, nulla può negare il trattamento a entrambi, nemmeno i redditi. Certo, la situazione reddituale è importante per le cifre aggiuntive, per le maggiorazioni sociali e così via, ma per il diritto alla pensione ciò che conta sono le rispettive carriere contributive.
Ma, come detto, la pensione è una cosa, mentre l’assegno sociale è un’altra. L’assegno sociale è una misura che, per il singolo (ovvero per chi non ha coniuge), spetta se si ha un reddito annuo non superiore all’importo annuo dell’assegno stesso. Inoltre viene riconosciuto in misura proporzionale al reddito, perché lo integra fino a raggiungere l’importo massimo, che per il 2026 è pari a 546 euro al mese.
Assegno sociale, limiti reddituali e pensioni del coniuge, come incidono?
Tutto cambia in presenza del coniuge, come detto.
Le soglie, i limiti e i redditi si considerano al doppio. Cosa significa? Che, per il diritto all’assegno sociale, l’interessato deve considerare anche i redditi del coniuge, compresa eventualmente la sua pensione. E insieme non devono superare il doppio dell’importo annuo dell’assegno sociale.
L’assegno sociale, se spettante, integra il reddito del nucleo familiare proprio fino a raggiungere tale soglia. Quindi, se il marito ha una pensione e redditi mensili fino a 546 euro, la moglie, a prescindere dai contributi versati, può avere diritto a un assegno sociale mensile pieno da 546 euro. Se invece la pensione del marito e i suoi redditi sono superiori a 546 euro al mese ma inferiori a 1.092 euro, alla moglie spetta un assegno sociale di importo pari alla differenza tra 1.092 euro e la pensione effettivamente percepita dal marito.
Ogni anno le cose possono cambiare, soprattutto per l’assegno sociale
L’esempio tra marito e moglie può essere anche ribaltato. Può accadere, infatti, che sia la moglie a percepire la pensione e che il richiedente dell’assegno sociale sia il marito. I limiti di reddito, i requisiti e tutto quanto detto devono essere rispettati al momento della presentazione della domanda, ma non solo.
I redditi, sia del titolare dell’assegno sociale sia del coniuge, devono essere mantenuti nel tempo, anche negli anni successivi.
L’importo dell’assegno sociale è soggetto a variazioni e viene verificato annualmente tramite la dichiarazione del modello RED.