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Oggi: 03 Giu, 2026

Pensione bassa: quando puoi chiedere un aumento (anche senza nuovi contributi)

La pensione ti sembra bassa? Sappi che l’importo non è sempre definitivo. In alcuni casi, conoscere le regole può significare ottenere un aumento senza versare nuovi contributi.
20 Aprile 2026
Presto tutti potrebbero andare in pensione a 64 anni di età, ma con una pensione che dal 2027 sarà più bassa di oggi.
Foto © Pixabay

Molti pensionati pensano che l’importo dell’assegno sia definitivo. Una volta stabilito, non si possa più cambiare. In realtà non è sempre così.

In alcuni casi, anche senza versare nuovi contributi, è possibile aumentare la pensione grazie a integrazioni e prestazioni poco conosciute.

Il problema è che spesso queste misure non vengono richieste e restano inutilizzate.

Quando una pensione è considerata “bassa”

Non esiste una soglia unica, ma in generale si parla di pensione bassa quando l’importo:

  • è vicino al minimo;
  • non consente un reddito sufficiente;
  • dipende da pochi contributi versati.

In queste situazioni, il sistema previdenziale prevede alcune forme di integrazione.

L’integrazione al minimo

Una delle principali possibilità è l’integrazione al trattamento minimo.

Questa misura consente di aumentare l’importo della pensione fino a una soglia stabilita annualmente.

Tuttavia:

  • spetta solo se si rispettano determinati limiti di reddito;
  • non è automatica in tutti i casi;
  • può richiedere una verifica della situazione economica.

Molti pensionati non sanno di averne diritto.

Le maggiorazioni sociali

Oltre all’integrazione al minimo, esistono le maggiorazioni sociali.

Si tratta di aumenti aggiuntivi destinati a pensionati con redditi bassi, in particolare:

  • over 60;
  • over 65;
  • over 70 (con importi più alti).

Queste maggiorazioni possono aumentare ulteriormente l’assegno mensile.

Non sempre l’aumento è automatico

Uno degli aspetti più importanti è che non tutte le integrazioni vengono riconosciute automaticamente.

In alcuni casi è necessario:

  • presentare una domanda;
  • aggiornare la propria situazione reddituale;
  • verificare i requisiti con l’INPS.

Questo è il motivo per cui molti pensionati non ricevono ciò che spetterebbe.

Il rischio di perdere soldi

Non richiedere le integrazioni può significare perdere centinaia di euro l’anno.

Ad esempio:

  • integrazione al minimo non richiesta;
  • maggiorazioni sociali non riconosciute;
  • dati non aggiornati.

Si tratta di somme che spettano, ma che non vengono erogate automaticamente.

Cosa controllare subito

Chi percepisce una pensione bassa dovrebbe verificare:

  • l’importo dell’assegno rispetto al minimo;
  • il proprio reddito complessivo;
  • la presenza di eventuali integrazioni;
  • la correttezza dei dati presso l’INPS.

Anche una semplice verifica può fare la differenza.

Riassumendo

  • una pensione bassa può essere aumentata in alcuni casi;
  • esistono integrazione al minimo e maggiorazioni sociali;
  • non sempre gli aumenti sono automatici;
  • molti pensionati non richiedono ciò che spetta;
  • controllare la propria situazione è fondamentale.

 

Alessandra De Angelis

In InvestireOggi.it sin dal 2010, svolge il ruolo di Caporedattrice e titolista, e si occupa della programmazione e selezione degli argomenti per lo staff di redazione.
Classe 1982, dopo una laurea in giurisprudenza lavora all’estero per poi tornare in Italia. Cultrice dell'arte della scrittura nelle sue diverse declinazioni, per alcuni anni si è anche occupata di Content Seo per alcune aziende del milanese.

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