La pensione anticipata è un’autentica aspirazione per molti contribuenti, soprattutto alla luce dei continui inasprimenti dei requisiti previsti dal sistema previdenziale italiano. Tuttavia, per accedervi è necessario maturare condizioni che, rispetto alla pensione di vecchiaia, risultano spesso più complesse e difficili da raggiungere.
Se da un lato, infatti, talvolta manca un vincolo anagrafico, dall’altro i requisiti contributivi sono molto più elevati. E questo rende l’uscita anticipata dal lavoro più complicata, anche perché non tutti i contributi sono sempre utili allo stesso modo: alcuni valgono per il diritto alla pensione anticipata, altri solo per il raggiungimento del minimo richiesto per la vecchiaia.
Pensione anticipata: quanti e quali contributi servono?
La principale misura di pensionamento anticipato è senza dubbio la pensione anticipata ordinaria. Si tratta della prestazione accessibile a chi raggiunge:
- 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
- 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.
Si tratta di soglie destinate ad aumentare: dal 2027 servirà un mese in più, mentre dal 2028 l’incremento sarà complessivamente di tre mesi.
Accanto a questa misura esiste anche la pensione anticipata contributiva, che consente l’uscita a 64 anni di età con 20 anni di contributi. Tuttavia, proprio questa opzione presenta un primo ostacolo significativo: non tutti i contributi sono validi.
In particolare, per questa misura non sono utili i contributi figurativi da malattia o disoccupazione. Su questo punto sono intervenute alcune sentenze della Cassazione, che hanno chiarito definitivamente i dubbi interpretativi sorti in passato e che avevano portato anche al respingimento di diverse domande.
Per la pensione anticipata ordinaria, infatti, l’INPS aveva sostenuto che almeno 35 anni dovessero essere “effettivi”, cioè al netto dei contributi figurativi da malattia e disoccupazione.
Ma secondo i giudici questa interpretazione non è corretta.
Ecco tutti i dubbi che adesso sono stati fugati sulla contribuzione utile
Alla luce delle pronunce della Cassazione, oggi è possibile affermare con chiarezza che, per la pensione anticipata ordinaria, tutti i contributi sono validi ai fini del raggiungimento dei requisiti: sia per il totale dei 42 anni e 10 mesi (o 41 anni e 10 mesi) sia per il computo dei 35 anni.
La limitazione relativa ai contributi figurativi riguarda esclusivamente la pensione anticipata contributiva. In questo caso, infatti, i contributi devono essere “puliti”, cioè senza figurativi da malattia indennizzata o disoccupazione.
Per tutte le altre forme di pensionamento anticipato – come Ape sociale, quota 41 precoci, lavori usuranti – valgono invece tutti i contributi, indipendentemente dalla loro natura: figurativi, volontari o da riscatto.
Di conseguenza, anche per quelle misure in cui in passato si applicava l’interpretazione restrittiva dell’INPS sui 35 anni effettivi, oggi tale limite deve considerarsi superato.