Potrebbe essere definita l’ultima occasione per andare in pensione in anticipo quella in scadenza il 30 novembre 2026. Un’opportunità che consente l’uscita già a partire dai 60 anni di età o con almeno 35 anni e 10 mesi di contributi versati, a seconda della posizione individuale.
La domanda di accesso, insieme alla cessazione del rapporto di lavoro, deve essere presentata entro questa data. Non tutti sanno, infatti, che esiste una misura capace di anticipare l’uscita fino a sette anni rispetto ai requisiti ordinari, sia della pensione di vecchiaia sia di quella anticipata.
Alla luce degli inasprimenti previsti dal 2027 – con un mese in più sui requisiti e ulteriori aumenti nel 2028 – questa finestra rappresenta una opportunità difficilmente replicabile in futuro.
La misura resterà, sì, anche dopo il 2026, ma in una versione decisamente meno favorevole.
Pensione 2026 a 60 anni o con 35,10 anni di versamenti, ultima occasione, ecco cosa fare entro il 30 novembre
La misura in questione è l’Isopensione, uno strumento che permette di anticipare l’uscita dal lavoro fino a sette anni prima rispetto ai requisiti ordinari.
Si tratta di un meccanismo utilizzato da alcune aziende nei processi di riorganizzazione, riduzione del personale o ricambio generazionale, favorendo l’uscita dei lavoratori più vicini alla pensione.
L’Isopensione si rivolge infatti a dipendenti ai quali mancano al massimo sette anni al raggiungimento dei requisiti per:
- la pensione di vecchiaia;
- la pensione anticipata ordinaria.
Originariamente lo strumento consentiva un anticipo di 4 anni, poi esteso in via temporanea fino a 7 anni, ma solo fino al 31 dicembre 2026. Proprio per questo motivo, le cessazioni dei rapporti di lavoro devono avvenire entro fine novembre 2026 per rientrare nel regime più favorevole.
Cosa succede nel 2027 e perché entro fine 2026 bisogna provvedere
L’Isopensione si basa su un accordo tra azienda e sindacati, ed è interamente finanziata dal datore di lavoro, che si fa carico sia dell’assegno ponte sia della contribuzione figurativa fino alla pensione.
Questo rappresenta anche il principale limite alla diffusione della misura: non è accessibile a tutti, ma solo in contesti aziendali strutturati e disponibili a sostenerne i costi.
Dal 2027 lo scenario cambia sensibilmente:
- l’anticipo massimo tornerà a 4 anni;
- i requisiti pensionistici saliranno a 67 anni e 1 mese per la vecchiaia;
- la pensione anticipata richiederà 42 anni e 11 mesi di contributi (per gli uomini).
In sostanza, non solo si riduce l’anticipo possibile, ma si allontana anche la soglia pensionistica.
Ecco perché il 2026 rappresenta davvero una finestra strategica da non perdere. Soprattutto per chi può accedere a questo strumento. Dopo, le condizioni saranno decisamente meno vantaggiose.