Tassi in rialzo per i Bot annuali. Stallo politico e Pil condizionano i prezzi

Il Tesoro assegna 11,5 miliardi di titoli a 12 e 3 mesi con rendimenti in rialzo Pesa lo stallo poltico e l'incapacità del governo di ridurre la pressione fiscale e il debito pubblico, ma soprattutto i dati sul prodotto interno lordo in calo per l’ottavo trimestre di fila

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Il Tesoro assegna 11,5 miliardi di titoli a 12 e 3 mesi con rendimenti in rialzo Pesa lo stallo poltico e l'incapacità del governo di ridurre la pressione fiscale e il debito pubblico, ma soprattutto i dati sul prodotto interno lordo in calo per l’ottavo trimestre di fila

Prima asta di settembre per l’Italia. Il Tesoro ha assegnato oggi in asta BOT flessibili trimestrali per 3 miliardi di euro e BOT annuali per 8.5 miliardi. Tutti venduti in sostituzione di altrettanti titoli in scadenza il 13 Settembre per un importo di 10,35 miliardi di euro. E, come ampiamente scontato dal mercato, i tassi a breve sono saliti a causa del clima di incertezza politica che regna in Italia e che ha frenato il restringimento dello spread nei confronti del bund tedesco. Le fibrillazioni italiane stanno infatti mettendo in preallarme Bruxelles. La Commissione europea segue quotidianamente l’evoluzione del dibattito politico in Italia: “siamo fiduciosi nella democrazia italiana e nei partiti, che sapranno dar prova di responsabilità”, ha detto Olivier Bailly, portavoce della Commissione Europea.

 

Asta Bot, assegnati dal Tesoro tutti gli 11,5 miliardi di euro previsti TESORO - BOT

 

Gli investitori mantengono comunque fiducia nelle finanze pubbliche italiane, come dimostrato dai rendimenti dei titoli a breve, in rialzo, ma comunque sempre lontani dai preoccupanti valori dello scorso anno. L’asta odierna ha infatti visto i Bot annuali scadenza 12 settembre 2014, segnare un tasso lordo finale del 1,34% contro l’ 1,053% dell’asta di Agosto, in rialzo, come nelle previsioni della vigilia. Più stabili invece i rendimenti dei Bot flessibili, venduti per 3 miliardi di euro, con decorrenza 13 settembre del 2013, scadenza il 23 dicembre del 2013, che hanno segnato un tasso lordo finale del 0,509%. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha inoltre fornito come al solito un aggiornamento sui Bot in circolazione che, alla data del 30 agosto del 2013, presentavano la seguente distribuzione: 5,5 miliardi di euro di Bot flessibili, 100.184,644 milioni di euro di Bot annuali e 56.574,040 milioni di euro di Bot a sei mesi per un controvalore complessivo pari a 162.258,684 milioni di euro.

 

Btp decennale al 4,50% in attesa dell’importante asta di domani

Ma la vera prova per saggiare lo stato di salute del mercato obbligazionario dei titoli tricolori in questo incerto e instabile clima estivo sarà domani. Il Tesoro offrirà infatti fra i 4 e i 6,5 miliardi di Btp a 5 e 15 anni, insieme a una tranche di CCTeu, in un contesto in cui c’è trepida attesa per le sorti del governo Letta.

 

COSA AVVIENE SE CADE IL GOVERNO LETTA – La previsione di Roubini: “se cade il governo Letta, nuova tempesta sui mercati”

 

Sono infatti in lieve calo i titoli di Stato italiani, che oggi, dopo un anno e mezzo, sono tornati a rendere più di quelli spagnoli. I Btp scontano una serie di fattori prettamente locali – osserva gli analisti – quali le ormai strutturali incertezze sulla tenuta del governo delle larghe intese, connesse al nodo della decadenza dell’ex premier Berlusconi dalla carica di Senatore. Mentre il resto dei bond periferici ha trovato sostegno nell’allentamento delle tensioni mediorientali: da Damasco è arrivato un sì alla proposta russa di distruzione delle armi chimiche siriane, che potrebbe per lo meno ritardare i tempi di un escalation della crisi.  Stamane i redimenti dei benchmark decennali italiano e iberico – rispettivamente maggio 2023 e ottobre 2023 – si sono riallineati poco sotto il 4,50%. [fumettoforumright]

 

Pil Italia a picco: i titoli di stato italiani a breve scadenza sono meno sicuri di quelli spagnoli

CORTE CONTINonostante il successo del collocamento dei Bot annuali da parte del Tesoro, l’Italia sembra in questo momento più penalizzata della Spagna sui finanziamenti a breve termine. I rendimenti a breve – nota un trader – rappresentano un po’ lo stato di salute interno del paese e in questo momento l’Italia soffre più della Spagna le problematiche di politica fiscale e di bilancio (Italia vs Spagna: uno spread politico di troppo sull’economia).

A pesare sul mercato è anche il grande punto interrogativo circa le capacità del governo italiano di ridurre le spese statali per porre all’avanzata del debito che ha raggiunto la cifra mostruosa di 2.075 miliardi di euro.

Il tutto in un contesto economico in cui l’Italia non riesce a seguire la flebile ripresa che gli altri stati europei intravvedono. Nel secondo trimestre del 2013, infatti, il Pil è sceso dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e del 2,1% rispetto al II trimestre 2012. Lo comunica l’Istat sottolineando che è l’ottavo trimestre consecutivo in cui il Pil italiano vede un calo congiunturale (unico paese in Europa). La variazione acquisita del Pil per il 2013 è pari a -1,8%. La variazione acquisita è la crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla negli altri trimestri dell’anno.  Spesa delle famiglie in calo tendenziale del 3,2%. Gli acquisti di beni durevoli sono diminuiti del 7,1%, mentre di quelli non durevoli del 3,3%.

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