Quotazione del BTp 2053 sotto livello di emissione, rendimento al 4,70%

La quotazione del BTp 2053, da lunedì ammesso alle contrattazioni sul MoT di Borsa Italiana, è scesa nettamente sotto i livelli di emissione.

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Quotazione BTp 2053 giù

Il nuovo bond trentennale del Tesoro è stato ammesso alle contrattazioni sul Mercato obbligazionario Telematico di Borsa Italiana questo martedì. Il BTp 1 ottobre 2053 e cedola 4,50% (ISIN: IT0005534141) è stato emesso pochi giorni fa attraverso un collocamento sindacato. Sono stati 5 i miliardi raccolti ad un prezzo di aggiudicazione di 99,559 centesimi, pari a un rendimento del 4,579%. Ieri, la quotazione risultava nettamente inferiore rispetto all’emissione: 97,73 centesimi, con il rendimento salito nel frattempo al 4,70%.

E’ stata una falsa partenza per il BTp 2053. E non poteva essere altrimenti. Le condizioni di mercato si sono fatte più negative nelle ultime sedute. Gli investitori stanno scontando una politica monetaria più restrittiva della Banca Centrale Europea (BCE). E anche la Federal Reserve porterebbe i tassi d’interesse più in alto di quanto fosse stato previsto nei mesi scorsi. La lotta all’inflazione si fa più lunga e dura.

BTp 2053 investimento fruttifero

Ma il bicchiere è mezzo pieno se guardiamo le cose da un’altra prospettiva.

Il calo dei prezzi rappresenta un’opportunità d’investimento a rendimenti ghiotti dopo anni di magra. La scadenza a 30 anni offriva tra il 2% e il 2,50% prima della pandemia e alla fine del 2020 era arrivata ad offrire l’1,45%. Il 4,70% annuale del BTp 2053 ci consente, quindi, di investire nel lungo periodo percependo mediamente il doppio di appena tre anni fa. Certo, allora l’inflazione era quasi a zero, mentre a gennaio risultava al 10%. Tuttavia, quando s’investe bisogna guardare alle condizioni macro durante il periodo dell’investimento.

Non avrebbe senso acquistare il BTp 2053 se scontassimo un’inflazione media annua superiore al rendimento da qui ai prossimi trenta anni. Se, invece, crediamo che gli alti tassi d’inflazione di questi mesi siano temporanei e destinati a rientrare nei prossimi mesi o anni, l’investimento ha senso, eccome.

Tra l’altro, su questo tratto della curva lo spread con i titoli di stato tedeschi supera abbondantemente i 200 punti base. Ieri, la Germania ha emesso una nuova tranche del Bund 15 agosto 2053 con cedola 1,80% (ISIN: DE0001102614). Ha spuntato un prezzo di 84,679 centesimi e un rendimento del 2,527%.

Questo significa che il BTp 2053 offre circa il 2,18% in più dell’omologo tedesco. In sostanza, si rivela relativamente più generoso di quanto già non lascino trasparire cedola e rendimento. Nei prossimi mesi potremmo assistere a un’ulteriore calo della quotazione, fintantoché la BCE manterrà una retorica da “falco” sui tassi. Al più tardi nel terzo trimestre, però, questo bond dovrebbe iniziare a risalire la china per scontare la fine della stretta monetaria prima e successivamente il taglio dei tassi. Ed essendo un bond a lunga scadenza, la quotazione sarà molto sensibile alle variazioni del rendimento sottostante.

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