Obbligazioni sostenibili SNAM, la cedola cresce senza i target centrati

SNAM ha emesso obbligazioni sostenibili in settimana, attirando ordini tripli rispetto all'importo offerto. Investitori ESG per l'85%.

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Nuove obbligazioni sostenibili SNAM

Nuove obbligazioni sostenibili di SNAM, che in settimana ha anche avviato il riacquisto di sei obbligazioni proprie in scadenza tra l’anno prossimo e il 2027. La nuova emissione riguarda due tranche, rispettivamente a 7 e 12 anni. La prima scade il 20 giugno 2029, la seconda il 20 giugno 2034. L’importo offerto è stato complessivamente di 1,5 miliardi di euro, a fronte di richieste arrivate a 4,5 miliardi, il triplo. L’85% degli investitori è stato del tipo ESG, cioè attivo sul mercato a favore di una finanza sostenibile.

Con l’emissione di nuove obbligazioni, SNAM punta a centrare l’obiettivo di un funding sostenibile per non meno dell’80% rispetto al totale entro il 2025. Tornando alle caratteristiche delle due tranche, la prima da 850 milioni di euro offre una cedola fissa annua dello 0,75% e il prezzo di collocamento esitato è stato di 99,435 centesimi. Il rendimento lordo si è attestato, pertanto, a +60 punti sul tasso midswap, cioè allo 0,82%. Nel caso in cui la società non riuscisse a centrare il target sulla riduzione delle emissioni di gas naturale del 55% entro il 2025 rispetto ai livelli del 2015, la cedola salirà dello 0,25% all’anno a partire da giugno 2026. Se, invece, a non essere raggiunto fosse solo il target sulla riduzione delle emissioni Scope 1 e 2, cioè del 40% entro il 2027 rispetto ai livelli del 2018, l’incremento della cedola sarà sempre dello 0,25%, ma a partire dal giugno 2028.

Obbligazioni SNAM sostenibili, il meccanismo della cedola step up

Quanto alla seconda tranche da 650 milioni di euro, offre cedola fissa lorda dell’1,25% e il prezzo di collocamento è stato di 99,762 centesimi, pari a un rendimento lordo a +80 punti base sul tasso midswap, cioè all’1,27%. In questo caso, la cedola salirà dello 0,25% nel caso in cui non fosse centrato il target sulla riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 e rispetto ai livelli di fine 2018, a partire dal pagamento di giugno 2032.

L’aumento delle cedole nel caso in cui i target ambientali non fossero raggiunti rientra in un meccanismo tipico delle obbligazioni sostenibili e punta a segnalare al mercato la volontà dell’emittente di contribuire sul serio alla transizione ecologica o al potenziamento dei diritti sociali. D’altra parte, l’obbligazionista viene come “risarcito” per il fatto di essere stato attirato in un investimento con finalità ESG e che alla prova dei fatti non si è rivelato tale, almeno non secondo gli obiettivi prefissati.

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