Obbligazioni sostenibili della Banca Mondiale in rupie, ecco il rendimento dall’emissione

Ecco il rendimento dall'emissione delle obbligazioni sostenibili della Banca Mondiale denominate in rupie indiane

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Obbligazioni sostenibili della Banca Mondiale in rupie

Cosa succede quando decidi di investire in bond sovranazionali? Devi accontentarti di rendimenti relativamente bassi. Specie se le emissioni sono di entità come la Banca Mondiale, considerate massimamente sicure sul piano creditizio da parte delle agenzie di rating. E se decidi di scommettere su un’emissione in valuta emergente? Ti assumi un rischio di cambio generalmente alto. E’ quanto accaduto con le obbligazioni sostenibili della Banca Mondiale emesse alla pari nel febbraio 2020 e in scadenza in data 25 febbraio 2025 (ISIN: XS2107441854). Sono state denominate in rupie indiane e offrono una cedola lorda annua del 5,50%.

Questa settimana, la quotazione del bond sul mercato secondario risultava riportatasi sostanzialmente intorno alla pari. Mentre scriviamo, si acquista per 99,80 centesimi. Vediamo adesso se queste obbligazioni sostenibili siano riuscite ad offrire un rendimento soddisfacente agli investitori.

Obbligazioni sostenibili, ecco il bilancio

Supponiamo di avere disinvestito nei giorni scorsi ai prezzi di mercato un lotto minimo di 150.000 rupie Avremmo incassato 149.700 rupie, che al tasso di cambio di quasi 88:1 fanno 1.703 euro.

Tuttavia, avevamo comprato le obbligazioni sostenibili per 150.000 rupie e ad un tasso di cambio di 78:1. Il costo era stato per noi pari a 1.923 euro. Sin qui, l’investimento risulterebbe in perdita. Bisogna considerare, tuttavia, anche le cedole nel frattempo riscosse.

In data 10 febbraio 2021 avremmo incassato 8.250 rupie al cambio di quasi 88:1, nel febbraio di quest’anno avremmo incassato la seconda cedola annuale a un cambio di quasi 86:1 e, infine, da allora ad oggi avremmo maturato un rateo pari a circa 7.000 rupie e ad un cambio di 88:1. In totale, il ricavo supererebbe i 1.970 euro, per cui il rendimento effettivo in quasi tre anni sarebbe stato di circa il 2,5% lordo. Neppure l’1% all’anno.

E, soprattutto, dinnanzi a un’inflazione italiana cumulata del 15% durante il periodo considerato. In termini reali, una perdita nell’ordine del 12%.

Fattore cambio decisivo

Ad avere tradito le obbligazioni sostenibili non è stato il fattore prezzo, bensì il tasso di cambio. La rupia indiana si è deprezzata sia nei confronti del dollaro che dell’euro. Questo trend ha vanificato i rendimenti cedolari, i quali di per sé non sarebbero stati ugualmente sufficienti a tutelare il capitale dall’inflazione. D’altronde, il bond fu emesso in condizioni monetarie completamente diverse da quelle odierne. Non c’era ancora neppure la percezione dell’arrivo imminente della pandemia. E nessuno avrebbe immaginato che di lì a poco avremmo accusato una fase di profonda instabilità dei prezzi al consumo.

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