Obbligazioni Evergrande, terzo pagamento saltato: rischio contagio in Cina

Obbligazioni cinesi del comparto immobiliare in forte calo sull'ennesima scadenza saltata da Evergrande. Il mercato teme il contagio.

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Obbligazioni Evergrande, pagamento saltato

Il colosso immobiliare Evergrande ha saltato anche oggi una scadenza di pagamento, in relazione a titoli da rimborsare in aprile 2022, aprile 2023 e aprile 2024. In totale, altri 148 milioni di dollari non onorati. E’ la terza volta che accade dopo le due scadenze già saltate a settembre. E il mercato lancia segnali di allarme. Molte obbligazioni cinesi del comparto immobiliare stanno crollando di prezzo sui timori di un contagio eventualmente difficile da arrestare.

In queste ore, a farne le spese sono state soprattutto Moderna Land e Sinic. La prima ha comunicato agli investitori che la scadenza di ottobre sarà onorata con tre mesi di ritardo, mentre la seconda ha avvertito che un pagamento dovuto la settimana prossima sarà rinviato a data da destinarsi. Le obbligazioni Evergrande con scadenza aprile 2022 sono precipitate in area 15,50 centesimi. Da maggio, perdono quasi l’85%.

Obbligazioni cinesi del real estate nel panico

La società è nella bufera da settimane sulla crisi di liquidità che sta vivendo. Possiede debiti per oltre 300 miliardi di dollari, di cui per il 6% in valuta straniera. L’anno prossimo, dovrà rimborsare scadenze per oltre 100 miliardi. A questo punto, l’ombra del default è quanto mai reale. Ma sono tante le obbligazioni cinesi del comparto a rischiare la stessa fine. Parliamo di un mercato da 5.000 miliardi di dollari e che incide per un quarto del PIL cinese.

Evergrande sta disperatamente cercando di vendere asset “non core” per ricavare la liquidità sufficiente con cui onorare gli impegni. Ma sta avendo grosse difficoltà a trovare sufficiente domanda. Dal canto suo, lo stato non sta offrendo il suo sostegno, anzi all’inizio di settembre le autorità hanno impedito alla società di emettere titoli a leva finanziaria, di fatto privandola di liquidità.

Pechino starebbe orchestrando un default controllato per “sgonfiare” la bolla del credito e immobiliare e lanciare al mercato un segnale incontrovertibile sulla necessità di avere maggiore disciplina.

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