Obbligazioni CDP (IT0005374043) 2026, cedola mista e sottoscrizioni per soli privati

Obbligazioni retail di Cassa Depositi e Prestiti. Ecco le condizioni del bond a 7 anni con cedola inizialmente fissa e successivamente variabile, che sconta la stessa tassazione dei BTp e offre qualche spunto maggiore di interesse.

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Obbligazioni retail di Cassa Depositi e Prestiti. Ecco le condizioni del bond a 7 anni con cedola inizialmente fissa e successivamente variabile, che sconta la stessa tassazione dei BTp e offre qualche spunto maggiore di interesse.

Cassa Depositi e Prestiti ha iniziato ieri il collocamento del bond retail (ISIN: IT0005374043), il secondo dopo quello emesso nel 2015, che si rivolge ai soli investitori individuali residenti in Italia. L’importo dell’emissione sarà di 1 miliardo di euro e le sottoscrizioni potranno avvenire fino alle ore 13.00 del prossimo 21 giugno, ma l’emittente ha la facoltà di chiudere il collocamento in anticipo, seppure non prima dei 5 giorni lavorativi.

L’obbligazione scade il 29 giugno del 2026, per cui ha una durata di 7 anni. La cedola sarà fissa e pari al 2,7% lordo per i primi 2 anni e per i 5 anni successivi sarà variabile e pari all’Euribor a 3 mesi, aumentato di uno spread dell’1,94%. La cedola variabile non potrà, in ogni caso, assumere un valore negativo. Stando all’ultima rilevazione pre-collocamento del 6 giugno, l’Euribor a 3 mesi era al -0,323% e ipotizzando che questo fosse il suo valore fino alla scadenza, le obbligazioni CDP offrirebbero un rendimento minimo dell’1,954%.

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Le cedole verranno corrisposte all’obbligazionista ogni 3 mesi, esattamente il 28 di marzo, il 28 di giugno, il 28 di settembre e il 28 di dicembre. Il primo pagamento della cedola fissa avverrà il prossimo 28 settembre e l’ultimo vi sarà il 28 giugno 2021. Successivamente, vale a dire dal 28 settembre 2021, verranno messe in pagamento le cedole variabili fino alla scadenza. Il bond verrà rimborsato al 100% del valore nominale e sconta una tassazione del 12,5%, così come per i titoli di stato. Successivamente al collocamento, verrà quotato al MOT, per cui potrà essere acquistato in un secondo momento o rivenduto in anticipo rispetto alla scadenza.

Le sottoscrizioni potranno avvenire per lotti minimi da 1.000 euro e fino a un massimo di 1 milione di euro, presso le seguenti banche collocatrici: Intesa-Sanpaolo, Unicredit, BNL, Banca Akros, Banca del Piemonte, Banca Generali, Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestione, Banca Passadore, Banca Popolare di Bari, Banca Popolare di Sondrio, Banca Sella, Banco di Desio e della Brianza, BPER, Che Banca!, Credit Suisse, Deutsche Bank, Equita SIM, Fineco, Iccrea, La Cassa di Ravenna, Poste Italiane.

Occhio alla cedola variabile

Nel caso in cui le offerte risulteranno superiori alla domanda, le obbligazioni verranno assegnate secondo riparto, mentre se risultassero inferiori al quantitativo minimo da collocare, a ciascun sottoscrittore verrà assegnato almeno un lotto minimo. Si tratta del secondo bond retail, dopo quello del 2015 da 1,5 miliardi e che attrasse ordini per 4 volte superiori da parte di 70.000 risparmiatori. L’obiettivo della CDP consiste nella diversificazione delle fonti di raccolta dei capitali. Per il risparmiatore italiano, un modo concreto di investire in un asset diverso dai BTp e con potenzialità derivanti dalla scommessa sulla cedola variabile, la cui entità crescerebbe con l’aumento dell’Euribor, a sua volta legato alle condizioni monetarie nell’Eurozona, direttamente connesse alla politica sui tassi della BCE.

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Si consideri che prima della crisi, l’Euribor a 3 mesi sfiorava il 5%. Nel caso in cui il tasso a breve si riportasse a quei livelli nei prossimi anni, la cedola variabile salirebbe in area 6,50-7,00%, sebbene vada detto che sembri difficile che la normalizzazione monetaria avvenga nell’area da qui a qualche anno. Al momento, l’Euribor si attesta ai minimi storici lungo tutte le scadenze e probabilmente a questi livelli resterà ancora nel breve e medio termine. Ad ogni modo, le obbligazioni CDP si mostrano allettanti anche nel confronto con i BTp di pari scadenza, sempre supponendo che l’Euribor a 3 mesi non scenda ulteriormente da qui ai prossimi anni, per quanto l’evento appaia improbabile. L’emissione sconta il rating “BBB” da parte dell’agenzia Standard & Poor’s, per cui trattasi di un bond “investment grade”, seppure di qualità medio-bassa (a soli due gradini dal livello “spazzatura”), risentendo del rating sovrano altrettanto debole.

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