Le commissioni sui BTp Futura lievitano e le pagheremo tutti

I BTp Futura prevedono il pagamento di commissioni bancarie relativamente elevate e il costo ricadrà su tutti i contribuenti italiani

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Commissioni bancarie sui BTp

Sta per arrivare la quarta emissione dei BTp Futura, il bond retail del Tesoro italiano con cedole crescenti fino alla scadenza e che offre un rendimento extra (cd “premio fedeltà”) legato alla performance dell’economia italiana. Il collocamento inizierà in data lunedì 8 novembre e si concluderà, salvo chiusura anticipata, venerdì 12 novembre. In Parlamento, già divampano le polemiche sulle commissioni bancarie inerenti la raccolta.

Due deputati del Movimento 5 Stelle, Davide Zanichelli e Vita Martinciglio, componenti della Commissione Finanze della Camera, hanno lamentato la lievitazione delle commissioni sui BTp Futura, le quali sono salite allo 0,95% a partire dalla terza emissione. Inizialmente, spiegano, erano state fissate allo 0,4%. E aggiungono che lo stesso stia accadendo per l’altro bond retail, i BTp Italia. In questo caso, le commissioni bancarie risultano quasi triplicate dal 3,5 al 9 per mille.

Commissioni sui BTp Futura, chi paga?

Spieghiamo, anzitutto, che le commissioni sui BTp Futura sono a carico dello stato in fase di collocamento. Questo significa che se acquisti il titolo tra l’8 e il 12 novembre (salvo chiusura anticipata), non pagherai nulla. Successivamente, sì. Lo stato ha pattuito con le banche commissioni all’emissione pari allo 0,95% degli ordini raccolti. Avviene lo stesso per tutti gli altri BTp e i CTz, i CcT e i CcTeu. Gli obbligazionisti pagano per il caso di acquisto in fase di collocamento solamente per i BoT, i Buoni del Tesoro con scadenza fino a 12 mesi, in misura crescente alla durata del titolo.

Per gli acquisti di BTp avvenuti sul mercato secondario, le commissioni bancarie sono legate alla scadenza del titolo. Più essa è lunga, maggiore la loro entità. In media, si aggirano intorno allo 0,5%. Nel caso dei BTp Futura, stiamo effettivamente assistendo alla lievitazione delle commissioni.

Probabile che ciò sia dovuto alla maggiore difficoltà per le banche di raccogliere ordini tra gli investitori individuali, anziché tra gli istituzionali. Per capirci, una banca impiega molto più tempo ed energie a ricevere 1 miliardo di euro di richieste dalle famiglie che non da fondi, altre banche, assicurazioni, etc.

Un fondo d’investimento ci mette un attimo a prenotare 100 milioni di euro per un BTp in corso di emissione. Per la stessa cifra tra le famiglie occorrono probabilmente 2-3.000 prenotazioni. Detto ciò, effettivamente lo 0,95% appare una cifra elevata. Ipotizzando una raccolta in linea con le precedenti tre emissioni di BTp Futura, cioè all’incirca sui 6 miliardi di euro, il costo a carico dei contribuenti italiani sarebbe di 55-60 milioni, circa 1 euro per ogni residente. Va bene ingolosire e premiare chi investe nei titoli del debito italiano, ma fino a un certo punto. Non è possibile che a pagare siano anche coloro che dalle emissioni non ricaveranno alcun beneficio diretto.

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