BTp settembre 2028, ecco cosa ha di particolare questo titolo di stato

Il BTp settembre 2028 diventa in questa fase profetico per capire l'andamento dell'intero mercato dei bond italiani.

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BTp settembre 2028

Nel mese di agosto, il rendimento medio lordo ponderato dei titoli di stato italiani sul mercato secondario è stato dello 0,261%, in calo dallo 0,354% di luglio. Lo ha reso noto la Banca d’Italia attraverso la pubblicazione del suo consueto Rendistato. Per quanto il dato non ci dice molto sul costo effettivo di emissione dei nuovi titoli, con il tempo quest’ultimo tende a coincidere con il primo. E il BTp settembre 2028 è diventato, in questa fase, profetico circa l’andamento dell’intero mercato. Vediamo perché.

Il debito pubblico italiano alla fine del giugno scorso saliva a una durata media di 7,11 anni. Significa che mediamente i nostri titoli di stato hanno scadenze di appena superiori ai 7 anni. Per questo il BTp settembre 2028 capta bene questo dato, avendo avuto in agosto una durata residua di poco più di 7 anni.

E guarda caso, durante il mese scorso questo bond ha offerto sul mercato un rendimento medio lordo dello 0,24%, che si avvicina moltissimo al dato indicato dal Rendistato. Chiaramente, questo titolo non potrà restare a lungo rappresentativo dei costi generali dell’intero debito pubblico. E ciò per il semplice fatto che con il trascorrere del tempo la sua durata residua si accorcia, allontanandosi da quella media dello stock. Già da ieri, ad esempio, ha iniziato ad avere durata inferiore ai 7 anni.

Condizioni del BTp settembre 2028

Ad ogni modo, il BTp settembre 2028 offre cedola 4,75% e si acquista attualmente a una quotazione di 130,6. Investendovi 1.000 euro nominali, ne sborsereste 1.306. Ogni anno, incassereste un tasso di 47,50 euro, pari al 3,64% lordo e al 3,18% netto. Tuttavia, alla scadenza accusereste una minusvalenza del 23,43%, pari al 3,35% annualizzato. Ciò è dovuto al fatto che il Tesoro vi rimborserebbe i 1.000 euro nominali e non i 1.306 euro effettivamente spesi.

Tuttavia, su questa perdita maturereste un credito d’imposta del 2,93%, cioè pari all’aliquota del 12,5% applicata su di essa. Tale credito potrà essere compensato con eventuali debiti dovuti in relazione a plusvalenze realizzate entro l’arco dei 5 anni sui redditi diversi. In caso contrario, esso è perduto.

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