BTp 2048, rendimento di oltre il 7,5% netto all’anno

Analizziamo il BTp 2048, emesso nel 2017 e che ha offerto un rendimento netto molto elevato in oltre quattro anni di quotazione sul mercato

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Rendimento BTp 2048 al 7,5%

Tra i titoli di stato degni di nota, oggi analizziamo l’andamento del BTp 1 marzo 2048 e cedola 3,45% (ISIN: IT0005273013). Fu emesso nel 2017, cioè pochi anni fa. Eppure, parliamo di un’altra era per i mercati finanziari. Pensate che in questo lasso di tempo, i nostri bond sovrani sono stati prima oggetto di vendite copiose a seguito delle tensioni Roma-Bruxelles sul deficit e successivamente beneficiari di un rally interrotto per pochissimo dalla pandemia e accentuatosi proprio a seguito di essa.

La quotazione più alta del BTp 2048 si ebbe nel febbraio dello scorso, in coincidenza con l’ingresso di Mario Draghi a Palazzo Chigi. Toccò l’apice di 148,50. La più bassa si ebbe, invece, nel novembre 2018 a 90 centesimi. Erano le settimane del braccio di ferro tra il governo “giallo-verde” e Commissione europea sulla legge di Bilancio 2019. Dunque, da quando il bond è negoziabile sul Mercato obbligazionario Telematico di Borsa Italiana, ha oscillato all’interno di un’ampiezza di quasi 60 centesimi.

BTp 2048 e rendimento netto alle stelle

Se avessimo acquistato il BTp 2048 nell’ottobre 2017, quando fu quotato, oggi lo potremmo rivendere a un valore di quasi il 25% più alto. La quotazione ieri si aggirava, infatti, sui 128. Nel frattempo, poi, avremmo incassato le cedole; rapportate al valore di acquisto del titolo, avrebbero reso il 3,36% all’anno. Al netto della tassazione del 12,50%, la plusvalenza sarebbe stata di circa il 21,6% e la cedola effettiva annualizzata di circa il 3%. Il rendimento netto medio annuo composto risulterebbe del 7,57%.

Nel periodo considerato, il tasso medio annuo d’inflazione è stato dell’1,5%. Pertanto, il rendimento netto reale sarebbe stato del 6%, quattro volte superiore alla perdita di acquisto. Certo, chi avesse disinvestito all’apice delle quotazioni, si sarebbe portato a casa un rendimento molto più alto e in minore tempo.

Viceversa, chi avesse rivenduto nell’autunno 2018 sull’onda della paura per le tensioni politiche, avrebbe accusato una perdita. Chi, invece, decidesse di acquistare il BTp 2048 oggi, dovrebbe fare i conti con un rendimento netto alla scadenza di appena l’1,63%, un terzo dell’ultimo dato sull’inflazione italiana a gennaio. E, soprattutto, con ogni probabilità non riuscirebbe a rivendere da qui a qualche anno a prezzi almeno uguali a quelli d’ingresso sul mercato. Il trend sarà ribassista con l’atteso rialzo dei tassi.

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