Sei mesi fa i titoli di stato italiani, e non solo, toccavano il loro punto più basso. I rendimenti erano letteralmente volati e lo spread con i Bund della Germania saliva sopra i 200 punti base per la scadenza decennale. Di lì partì, tuttavia, un rally dalla durata e dall’entità inattese. In appena due mesi, i bond si apprezzarono fino al 30% sul tratto ultra-lungo della curva. Gli obbligazionisti ebbero modo di maturare grossi guadagni in poche settimane. Tra questi vi sono coloro che avevano puntato sul BTp 1 febbraio 2037 con cedola 4% (ISIN: IT0003934657).

La sua emissione risale al 2005, quando debuttò sul mercato sovrano come bond a 30 anni.

Guadagno in doppia cifra negli ultimi sei mesi

Il BTp 2037 registrò una quotazione di appena 89,61 centesimi in data 18 ottobre dello scorso anno, vale a dire sei mesi fa. Oggi, si acquista esattamente alla pari sul mercato secondario. Alla fine di dicembre, era esploso a 103,46: +15,50% in poco più di due mesi. Allo stato attuale, offre un rendimento del 4%, in linea con la cedola. Vediamo qual è stato il guadagno maturato dai possessori negli ultimi sei mesi.

Da una quotazione di 89,61 centesimi a una di 100 esiste un apprezzamento dell’11,60%. A ciò dobbiamo aggiungere il rateo della cedola effettiva: il 4% annuo su 89,61 centesimi equivale al 4,46%. Suddividendo per due, trattandosi di metà anno, abbiamo un 2,23% lordo da aggiungere all’aumento di valore del capitale. In totale, un rendimento di circa il 13,80%. Al netto della trattenuta fiscale del 12,50% scendiamo intorno al 12%. Questo è stato il guadagno per coloro che riuscirono a comprare ai prezzi minimi di ottobre e che rivendessero oggi il BTp 2037.

Buon investimento dall’emissione

In questi sei mesi ci sono stati oltre 183.700 scambi sul Mercato obbligazionario Telematico di Borsa Italiana per 6,888 miliardi. Ogni contratto, quindi, risulta essere stato all’incirca di 37.500 euro. E qual è stato il rendimento netto effettivo dall’emissione? Considerato il prezzo iniziale sopra la pari di 101,29, lo stacco delle cedole ha reso ad oggi quasi il 65% netto dell’investimento.

Togliendo il 40% d’inflazione italiana cumulata in tutti questi anni, otteniamo un buon 25%. E se oggi decidessimo di rivendere il BTp 2037, la perdita in conto capitale sarebbe minima rispetto all’emissione. In sostanza, ad oggi saremmo nelle condizioni di affermare che sia stato un buon investimento.

BTp 2037: 70% netto all’apice del 2021

Certo, il vero affare sarebbe stato rivenderlo ai massimi raggiunti nel febbraio di tre anni fa. Il BTp 2037 raggiunse la quotazione di 146. L’obbligazionista avrebbe maturato dall’emissione un guadagno netto in conto capitale del 38,50%, oltre a quasi il 54% di cedole nette effettive accumulate sino ad allora. E a fronte di un’inflazione di poco superiore al 20%. Il rendimento netto effettivo cumulato sarebbe risultato superiore al 70%. Ma con senno di poi è facile capire quando entrare e uscire dal mercato.

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