Bond Perù, prendere o lasciare dopo la deposizione di Castillo?

Vediamo cosa succede ai bond governativi del Perù dopo che Pedro Castillo è stato rimosso dalla presidenza per "tentato golpe".

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Bond del Perù dopo la fine della presidenza Castillo

Il Perù ha il sesto presidente in meno di cinque anni. Dina Boluarte prende il posto di Pedro Castillo, rimosso l’altro ieri dal Congresso per “tentato golpe” dopo che aveva proclamato lo scioglimento dello stesso prima che si accingesse a votare il suo “impeachment”. Le accuse di corruzione e malaffare familistico travolgono la presidenza progressista dopo neppure un anno e mezzo di mandato. Brutto colpo alla stabilità politica del paese sudamericano. E cosa dire dei bond del Perù? La stabilità politica è generalmente un ingrediente fondamentale quando decidiamo di comprare il debito pubblico di uno stato. La ragione è semplice: se non sappiamo chi e come governerà, come possiamo capire il rischio sovrano per valutare l’adeguatezza del rendimento offerto?

La rimozione di Castillo, tuttavia, non è stata salutata negativamente dal mercato. I decennali in dollari ed euro sono rimasti sostanzialmente stabili. Anzi, quelli denominati nella valuta americana hanno continuato a salire.

Stesso discorso per il bond del Perù a 100 anni, scadenza 28 luglio 2121 (ISIN: US715638DR09). Fu emesso nel 2020, primo nella storia del paese. Ad una quotazione di 63,45 centesimi, ieri offriva un rendimento del 5,18%. Dai minimi toccati in ottobre, segna un rialzo di poco inferiore al 30%.

Rating Perù “investment grade”

I bond del Perù godono di valutazioni medio-alte da parte delle agenzie di rating internazionali: BBB per S&P e Fitch, Baa1 per Moody’s. Il rischio di credito teorico risulta essere basso. In effetti, il rapporto tra debito e PIL nel 2021 ha chiuso al 36%. A titolo di confronto, in Italia è stato del 150,8%. E per quest’anno il deficit pubblico dovrebbe attestarsi al 2,2%, grosso modo la previsione per il 2023 (2,3%). Dunque, anche la politica fiscale di Castillo era stata improntata a una certa prudenza.

Inoltre, per capire se i bond del Perù emessi in valute straniere siano facilmente rimborsabili nel tempo, dobbiamo indagare sul rapporto tra debito estero complessivo e riserve valutarie. Il primo ammontava alla fine di settembre a 101,5 miliardi di dollari, le seconde ad ottobre risultavano di 74 miliardi. Ma il debito estero a breve scadenza si attesta ad appena 10 miliardi. Dunque, le risorse per pagare nel medio termine ci sono tutte.

Bond Perù, possibili prospettive

E come leggere la deposizione di Castillo? I bond del Perù scontano al momento una fase di incertezza politica, ma del resto la fine molto prematura della presidenza Castillo depone a favore di un loro investimento. In effetti, la principale preoccupazione dei mercati non consisteva in una politica fiscale disordinata, quanto nella crescita dell’economia. La distonia tra presidenza e Congresso impediva l’attuazione di riforme necessarie al rilancio del PIL, peraltro invise a Castillo, che è di idee marxiste.

Pur nella prudenza del caso, gli sconvolgimenti politici di questi giorni possono essere un’occasione di acquisto per i bond del Perù. Un po’ come avvenne subito dopo l’impeachment di Dilma Rousseff in Brasile nel 2016. Seguirono mesi di rialzi sulle attese dei mercati per il varo di riforme macro sotto Michel Temer. Lo stesso tasso di cambio è rimasto piuttosto stabile, altro segno che gli investitori resterebbero fiduciosi.

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