La BCE ha venduto BTp e comprato Bund, questi i dati PEPP di ottobre e novembre

La BCE ha ridotto il suo portafoglio di BTp nell'ambito del PEPP tra ottobre e novembre, aumentando i Bund acquistati

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Tassi BCE, a marzo la svolta?

La BCE ha aggiornato ieri i dati sul suo portafoglio PEPP, il programma monetario varato nel marzo 2020 per reagire agli effetti della pandemia sull’economia. Nei mesi di ottobre e novembre, ha ridotto di 794 milioni di euro il controvalore dei BTp in portafoglio. Allo stesso tempo, ha aumentato di 2,551 miliardi i Bund acquistati, vale a dire i titoli di stato tedeschi. Le riduzioni hanno riguardato anche i Bonos spagnoli (-1,418 miliardi), i bond del Portogallo (-1,068 miliardi), quelli del Belgio (-698 milioni) e dell’Austria (-671 milioni). In crescita anche gli acquisti di bond olandesi (+1,689 miliardi). Sostanzialmente invariati i titoli francesi in portafoglio.

BCE “scarica” BTp

Questi dati sul PEPP sono interessanti. Anzitutto, perché dimostrano che il restringimento dello spread tra BTp e Bund nel bimestre passato non sia stato dovuto alla BCE. Viceversa, l’istituto si è rivelato un venditore netto di titoli italiani e compratore netto di titoli “core” tedeschi e olandesi. E questo non soltanto con il PEPP. I dati stessi sul “quantitative easing” di novembre confermano 2,967 miliardi di vendite nette di BTp, a fronte di 2,705 miliardi di acquisti netti di Bund.

In altre parole, la BCE starebbe approfittando del rientro delle tensioni a carico dei nostri bond per scaricarne un po’ e così possibilmente avere maggiori margini di manovra in futuro, ove occorresse. Al 30 novembre, la quota di titoli di stato italiani sul portafoglio sovrano PEPP ammontava al 17,3%, mentre sul portafoglio sovrano QE al 16,3%. Queste percentuali sono sostanzialmente in linea con la quota spettante all’Italia. E ciò è importante ai fini delle potenzialità d’intervento della BCE, che non può più essere accusata di concentrare i propri acquisti sui bond tricolori.

Dati PEPP positivi per spread

Preso atto di questi numeri, possiamo guardare con maggiore fiducia ai prossimi mesi, quando la BCE inizierà a ridurre il proprio bilancio iniziando con i bond acquistati tramite il QE. Se lo spread italiano dovesse salire, Francoforte potrebbe sempre reagire acquistando qualche BTp in più rispetto alla quota strettamente spettante all’Italia. Ed è probabilmente per questa ragione che sta avvenendo da mesi una riduzione degli acquisti netti di BTp. Sarebbe un modo per disporre di maggiori munizioni per i mesi successivi.

Resta da potenziare la quota di Bund in portafoglio, specie con il PEPP per cui risultano a poco meno del 24%. Il rimborso anticipato dei prestiti T-Ltro ottenuti dalle banche durante la pandemia dovrebbe liberare titoli di stato, anche tedeschi, trattenuti dalla BCE come collaterale di garanzia. In pratica, le banche tedesche (e non) avrebbero Bund da vendere sul mercato alla stessa Francoforte, cosa che non è stata del tutto possibile nei mesi passati a causa della carenza di bond della Germania disponibili. A novembre, sono stati restituiti 296 miliardi prima della scadenza, molti meno di quanti preventivati. La prossima finestra di opportunità per le banche è a dicembre.

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