Arriva il nuovo BTp a 15 anni con un collocamento sindacato

Il Tesoro colloca sul mercato un nuovo BTp a 15 anni per un controvalore massimo di 5 miliardi di euro. Ecco le possibili condizioni.

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Nel primissimo pomeriggio di ieri, il Tesoro ha annunciato l’emissione di un nuovo BTp a 15 anni per un controvalore massimo di 5 miliardi di euro (no grow) attraverso un collocamento sindacato. Si occuperanno dell’operazione Barclays Bank Ireland, Goldman Sachs Europe, JP Morgan, Nomura e Unicredit. La transazione, recita il comunicato ufficiale, avverrà “nel prossimo futuro, in relazione alle condizioni di mercato”. L’espressione generalmente indica la realizzazione entro le successive 24 ore. Dunque, nella mattinata odierna sarebbe in corso il collocamento sindacato.

Quale rendimento al collocamento sindacato

Il nuovo BTp a 15 anni avrà scadenza 1 marzo 2038. Il nuovo “benchmark” rimpiazzerà il bond con scadenza 1 marzo 2037. Ieri, chiudeva con un rendimento lordo del 3,20%. Sfiorava il 3,30%, invece, il bond con scadenza 1 settembre 2038, che risulta essere quello di durata residua più vicina al nuovo BTp a 15 anni. Questo significa che orientativamente dovremmo attenderci un rendimento nell’ordine del 3,2-3,3%. Poiché l’emissione avverrà intorno alla pari, la cedola lorda annuale sarà offerta a quel tasso.

A conti fatti, percepire il 2,8-2,9% netto all’anno sarebbe obiettivamente interessante. Il flusso di reddito incassato nel corso del periodo d’investimento sarebbe tale da coprire tendenzialmente la perdita del potere d’acquisto. D’altra parte, il mercato sovrano italiano non avrebbe ancora toccato il fondo, sebbene i rendimenti stiano da un paio di settimane mostrando qualche esitazione a salire ulteriormente.

Raffronto con attuale BTp a 15 anni

I prezzi del nuovo BTp a 15 anni verosimilmente potrebbero accusare perdite nei prossimi mesi, ma nulla di paragonabile al tracollo accusato quest’anno. Il mercato ha grosso modo scontato il rialzo dei tassi BCE, anche se la stretta monetaria deve ancora iniziare.

Se si rivelasse più accentuata delle attese, i prezzi obbligazionari subirebbero una nuova ondata di ribassi. Non appare al momento lo scenario preponderante.

Se vogliamo fare un raffronto, dobbiamo pensare che l’attuale “benchmark” a 15 anni offre una cedola lorda di appena 0,95%. La quotazione del bond è crollata da inizio anno da 92 a poco più di 74 centesimi. E, infatti, gran parte del rendimento alla scadenza è dato dal prezzo, per cui dovremmo attendere 15 anni prima di intascarcelo. Al contrario, il nuovo BTp a 15 anni ci consentirebbe di incassare quasi il 3% netto all’anno fino alla scadenza. Chiaramente, vedremo dai risultati del collocamento sindacato quali saranno state le condizioni effettivamente esitate.

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